mercoledì,Giugno 29 2022

Pd vibonese verso il congresso, Tassone ci ripensa e non si candida alla segreteria

L’ex consigliere regionale e già sindaco di Serra San Bruno non sarà della partita per la corsa alla guida della Federazione provinciale. Decisivi i colloqui con Nicola Irto

Pd vibonese verso il congresso, Tassone ci ripensa e non si candida alla segreteria
L'ex consigliere regionale Luigi Tassone
Il segretario regionale del Pd, Nicola Irto

Passo indietro di Luigi Tassone in vista del congresso provinciale del Partito democratico. L’ex consigliere regionale e già sindaco di Serra San Bruno ha, infatti, deciso di non candidarsi alla guida della Federazione provinciale di Vibo Valentia. I recenti incontri e le trattative portate avanti in queste ultime ore con l’attuale segretario regionale democrat Nicola Irto hanno dato i suoi frutti e, soprattutto, hanno chiuso una partita che avrebbe certamente potuto provocare ulteriori e imprevedibili scosse all’interno del partito vibonese di Enrico Letta. Luigi Tassone, che peraltro aveva già condiviso a fatta sua invece la scelta candidare Giovanni Di Bartolo, è ritornato quindi sui suoi passi e, pertanto, è pronto a sostenere nuovamente la corsa per la segreteria democrat di quest’ultimo, a cui peraltro – lo ricordiamo – aveva fatto ritirare dai componenti del suo gruppo di riferimento le firme a sostegno proprio del giovane aspirante segretario.

I democrat vibonesi, dunque, ritrovano almeno in parte l’unità alla luce dell’assise congressuale – prevista per la fine del mese di febbraio – chiamata a scegliere il successore dell’attuale segretario Enzo Insardà. Unità, tuttavia, soltanto parziale in quanto i candidati alla guida della segreteria di via Argentaria – la cui presentazione ufficiale scade questa sera alle ore 20 – rimangono comunque due. Si tratta, come detto prima, del giovane Giovanni Di Bartolo, figura individuata dal gruppo dirigente provinciale e regionale del Partito democratico, e di Sergio Rizzo, già sindaco di Maierato, sceso in campo in netta e forte contrapposizione proprio con i massimi dirigenti dem. Una candidatura, questa dell’ex sindaco, che divide proprio perché appare in netta rottura con i vertici del partito e di totale apertura alla base democrat che, a giudizio, di Sergio Rizzo, non sarebbe stata sufficientemente coinvolta nel percorso politico che ha poi portato all’individuazione di Giovanni Di Bartolo quale candidato unitario.

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