mercoledì,Giugno 29 2022

Carenza idrica a Zambrone, l’opposizione: «Continuo ed esasperato disagio»

Il gruppo Rinascita per Zambrone punta il dito contro la maggioranza: «Negato un servizio essenziale»

Carenza idrica a Zambrone, l’opposizione: «Continuo ed esasperato disagio»

La giornata mondiale dell’acqua offre lo spunto al gruppo di Rinascita per Zambrone per intervenire in merito alla questione riguardante la carenza idrica nel territorio comunale.
«Fin dal 1992, il 22 marzo – scrivono i consiglieri di opposizione – è stato scelto come giorno per ricordare l’importanza e lo sfruttamento delle risorse idriche del pianeta. La Giornata mondiale dellacqua o World Water Day, è stata indetta dall’Onu a seguito della Conferenza di Rio, e festeggiata per la prima volta nel 1993. L’obiettivo della giornata è sensibilizzare Istituzioni mondiali e opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco di acqua e di assumere comportamenti volti a contrastare il cambiamento climatico. Zambrone da circa 6-7 anni – si fa presente – vive ormai una situazione di mala gestione idrica, cosa che mai si era verificata prima, nonostante il territorio avesse le sue obiettive esigenze nel periodo estivo a causa dell’aumentato numero di presenze di visitatori.  La mancanza dell’acqua potabile dai rubinetti delle case degli zambronesi, è diventata ormai un elemento fisso nei mesi estivi e, nelle frazioni purtroppo, succede con una certa frequenza anche nei mesi invernali. La popolazione vive ormai anni di continuo ed esasperato disagio».

In base a quanto riferito dal gruppo di minoranza «La gente lavora e quando torna a casa vorrebbe solo poter godere di quei servizi essenziali per cui l’amministrazione è tenuta a espletarne i suoi godimenti e a superarne le eventuali criticità con una mirata azione politica/amministrativa. E a nulla valgono più le solite scuse dell’amministrazione di lavorare ad un piano che richiede tempo, per studi specifici nella realizzazione di altri pozzi (che vi erano stati proposti da alcuni di noi, ad inizio del vostro primo mandato amministrativo e che avrebbero potuto vedere vita in poco tempo) e ad una serie di valutazioni sulle perdite, che pur essendoci, non giustificano la mancanza di un servizio primario nelle case dei cittadini per un tempo così prolungato». [Continua in basso]

E ancora: «L’amministrazione guidata dal sindaco L’Andolina deve poter ammettere che le sue energie, erano indirizzate verso ben altri interessi e non quelli essenziali all’uomo. Se davvero questa amministrazione avesse dedicato il 70% del lavoro amministrativo alla rete idrica comunale, i cittadini non si troverebbero nella condizione di non poter godere di un diritto essenziale quale avere l’acqua potabile in casa».

Rinascita per Zambrone rimarca: «Attendiamo ancora l’ordinanza comunale che pone fine alla n. 66 del 2 dicembre 2021, che ordinava a tutti i cittadini della frazione San Giovanni e di località “Priscopio”, a tutela della pubblica salute, il divieto di utilizzo dell’acqua della rete idrica per uso potabile/alimentare fino al nuovo esito favorevole delle analisi. E con che frequenza vengono puliti i serbatoi? Sull’albo nulla è pervenuto. I cittadini di San Giovanni, come tutti i cittadini del territorio comunale, imprenditori turistici e attività commerciali compresi, hanno diritto all’acqua potabile visto che ne pagano il servizio».

«Noi come gruppo di Rinascita per Zambrone, abbiamo tempo fa proposto alla maggioranza, di considerare la richiesta di fondi del Pnrr per il rifacimento della linea idrica e il miglioramento delle condizioni di depurazione delle acque. Nessuna risposta ci è pervenuta. Ciò che noi proponiamo diventa automaticamente elemento da non supportare, neanche se giusto e di beneficio per cittadini e territorio. Si continua ad amministrare come se si fosse soli al comando di una nave da poter portare ovunque si voglia e senza tener conto delle esigenze dell’equipaggio, elemento essenziale a portare la nave in un porto sicuro. Si rammenti – conclude la minoranza – che la storia racconta di numerosi ammutinamenti che hanno segnato la fine dell’autorità del comandante della nave e la nascita di nuove storie da raccontare per nuovi mari e nuove avventure».

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