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Ex Italcementi Vibo Marina, Mammoliti (Pd) interroga Varì e chiede «interventi urgenti»

Il consigliere regionale del Partito democratico investe formalmente della vicenda l’assessore al quale chiede di conoscere «quali utili iniziative intende adottare per favorire e sostenere il recupero produttivo del sito ospitante lo stabilimento industriale»

Ex Italcementi Vibo Marina, Mammoliti (Pd) interroga Varì e chiede «interventi urgenti»
L'ingresso chiuso dello stabilimenti della ex Italcementi
Il consigliere regionale Raffaele Mammoliti

Lo ha annunciato e lo ha fatto. Seguteci: «Ieri durante i lavori del consiglio regionale ho potuto interloquire con l’assessore Rosario Vari in merito alla problematica del sito dell’ex cementificio di Vibo Marina per informarlo che ho presentato un’apposita interrogazione a risposta scritta per sollecitare azioni e iniziative utili al fine di un possibile recupero produttivo del sito. L’assessore Varì si è dichiarato disponibile e mi ha garantito che si attiverà per contattare la società proprietaria dell’intera area dell’ex cementificio. Ritengo questo passaggio assolutamente propedeutico a qualsiasi ipotesi di riconversione produttiva attualmente possibile dal contesto favorevole nel quale sono previste risorse e strumenti disponibili: por 2021/27, Pnrr, Zes. È importante che su alcune grandi problematiche tutti gli attori del territorio si attivino per realizzare obbiettivi comuni di crescita e sviluppo sostenibile». È quanto fa sapere il consigliere regionale del Partito democratico Raffaele Mammoliti che proprio alla nostra testata, appena qualche giorno fa, ha annunciato che sulla vicenda dell’ex Italcementi avrebbe interessato l’assessore Varì. A quest’’ultimo, dunque, Mammoliti chiede di conoscere «quali utili ed urgenti iniziative intende adottare per favorire e sostenere, in tempi brevi, il recupero produttivo del sito ospitante lo stabilimento della ex Italcementi Spa di Vibo Marina». [Continua in basso]

Il contenuto dell’interrogazione: «La chiusura un grave impoverimento»

L’assessore Rosario Varì

Ma nella sua interrogazione, il rappresentante democrat a Palazzo Campanella non manca di ricordare che «per decenni Vibo Marina ha ospitato uno stabilimento industriale di Italcementi Spa che è stato, sicuramente, uno fra i più importanti siti produttivi di calcestruzzo dell’Italia meridionale.  Per decenni, lo stabilimento ha rappresentato uno dei motori trainanti dell’economia dell’intera provincia vibonese in quanto capace di dare occupazione a centinaia di lavoratori e, al contempo, di creare un enorme indotto attraverso il coinvolgimento, diretto e indiretto, di tutta una serie di imprese operanti, soprattutto, nel settore del trasporto del calcestruzzo e della fornitura delle materie prime». Nell’anno 2012, lo stabilimento ha chiuso i battenti determinando, di fatto, osserva sempre Mammoliti – «un grave impoverimento del tessuto produttivo ed economico esistente nella Provincia di Vibo Valentia. Da allora, il sito (che ha un’estensione di circa 33 ettari) è stato lasciato in stato di pressoché totale abbandono e nessuna fra le molteplici proposte e/o strategie avanzate, al fine di bonificare l’intera area e realizzare una riconversione produttiva della stessa, è stata sufficientemente forte da concretizzarsi. Da circa un mese, si registra un risveglio della “sensibilità” delle forze politiche, sindacali e sociali, maggiormente rappresentative sul territorio vibonese, in relazione al recupero produttivo del sito della ex Italcementi. E ciò induce a pensare e ritenere che, finalmente, sia giunto il momento per affrontare, seriamente ed in modo unitario, un problema ormai annoso e che continua a costituire una ferita indelebile nell’ambito del tessuto economico, produttivo e sociale della provincia di Vibo Valentia».

Ma la soluzione del problema, sempre a giudizio del consigliere regionale, «non può che passare attraverso l’effettivo coinvolgimento di tutti i soggetti che, direttamente e/o indirettamente, ne sono interessati: Comune di Vibo Valentia, Provincia di Vibo Valentia, Regione Calabria, forze politiche, sociali, sindacali ed economico-imprenditoriali operanti sul territorio. Tutti gli attori del mondo istituzionale, socio-politico, sindacale ed economico hanno il dovere di attivarsi, aprendo, anzitutto, un tavolo di confronto con la società, facente parte del Gruppo Italcementi Spa, che, attualmente, risulta essere proprietaria del sito. E, in questo confronto, è eticamente corretto richiamare la società proprietaria al senso di responsabilità sociale verso un territorio dal quale ha ottenuto tantissimo, in termini di crescita aziendale, economico-produttivo. Le cospicue risorse economiche derivanti dal Por Calabria 2021-2027 e dal Pnrr  – questa la conclusione di Mammoliti – rendono realistica la possibilità di una riconversione produttiva del sito».  

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