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Ex Italcementi, Scalese (Cgil) chiede «dignità» per Vibo Marina e invita a incontrare la proprietà

Il segretario dell’Area Vasta interviene sulla vicenda dell’ex stabilimento industriale della frazione: «Al tavolo serve invitare tutti gli attori istituzionali che in questa vicenda hanno un ruolo fondamentale: ossia Comune, Provincia e Regione»

Ex Italcementi, Scalese (Cgil) chiede «dignità» per Vibo Marina e invita a incontrare la proprietà
L'ex Italcementi di Vibo Marina ed Enzo Scalese (Cgil)
L’ingresso chiuso dello stabilimento industriale

«Serve soprattutto avviare un confronto con la proprietà e naturalmente con tutti gli attori istituzionali che in questa vicenda hanno un ruolo fondamentale: ossia Comune, Provincia e Regione Calabria. L’obiettivo è capire consa fare nell’immediato futuro del sito di Vibo Marina». È quanto propone di fare il segretario dell’Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia della Cgil Enzo Scalese in merito all’ex stabilimento industriale della Italcementi di Vibo Marina. Fabbrica – come è noto – ormai chiusa dal 2012 e da allora nessuna riconversione è stata mai attuata. Tanti incontri, faccia a faccia, sopralluoghi ma, ad oggi, nessuna proposta, alcuna strategia è stata realizzata in concreto al fine di bonificare l’itera zona e riconvertire il sito industriale che una volta produceva calcestruzzo. Il sindacalista interviene nel dibattito che da qualche giorni si sta sviluppando sulla nostra testata. In ordine hanno voluto richiamare l’attenzione sulla vicenda il segretario provinciale della Confasila Giovanni Patania, che ha richiamato la politica alle proprie responsabilità, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune capoluogo Domenico Santoro, che ha invece riproposto di affidare il sito alla Protezione civile regionale, e il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo che ha lanciatol’idea di realizzare all’interno della cementeria di Vibo Marina una centrale all’idrogeno.  

Scalese: «Necessità di partire dalla questione Italcementi»

L'ingresso abbandonato dell'Italcementi
I parcheggi posti fuori allo stabilimento

Adesso il segretario dell’Area Vasta della Cgl ribadisce la necessità di aprire un tavolo e un confronto tra le parti se si vuole arrivare a una positiva conclusione della faccenda: «Serve ridare dignità al territorio di Vibo Marina – incalza Enzo Scalese – A partire dalla riconversione della ex Italcementi. Il settore industriale ha perso vigore in questo territorio e, di conseguenza, anche l’occupazione è andata scemando. Un grave, gravissimo danno dal punto di vista dello sviluppo e da quello economico per chi ha perso il lavoro o non riesce a trovarlo. A mio parere, quindi, – fa presente ancora il rappresentante sindacale della Cgil –  vi è la necessità di partire dalla questione Italcementi per poi allargare la discussione a tutta l’area industriale di Portosalvo a larghi tratti dismessa e improduttiva. Per il sito di Vibo Marina serve attivare fondi di finanziamento importanti da mettere sul tavolo delle proposte. Ma voglio ribadire che serve soprattutto dialogare con la proprietà e ascoltare le loro intenzioni. Certamente credo che convenga trovare anche a loro una possibile soluzione poiché in questo stato attuale lo stabilimento ha dei costi decisamente elevati pure la stessa proprietà. Apriamo, pertanto, un confronto, partendo dalla vicenda Italcementi, e invitiamo anche il mondo imprenditoriale e insieme rilanciamo la vertenza lavoro di questo territorio», dice ancora il segretario del sindacato confederale, il quale, avviandosi alla conclusione del suo intervento non manca di sottolineare che non si deve «lasciare alla marginalizzazione e all’abbandono un territorio ma serve, al contrario, intervenire, capire la cause del problema e trovare delle soluzioni adeguate e tempestive. Un territorio che non ha lavoro – conclude amaramente il segretario della Cgil – non ha futuro».

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