Un albero per ogni nuovo nato, il Meetup: «A Vibo normativa inapplicata»

Gli attivisti “Vibonesi in movimento” si rivolgono al sindaco Costa invocando la piantumazione di 239 alberi per il 2015 e ironizzando: «In città si preferisce tagliare, forse si interpreta la legge alla rovescia?»

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Gli attivisti “Vibonesi in movimento” si rivolgono al sindaco Costa invocando la piantumazione di 239 alberi per il 2015 e ironizzando: «In città si preferisce tagliare, forse si interpreta la legge alla rovescia?»

Taglio degli alberi a Vibo Marina
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«Caro Sindaco Costa, molti cittadini vibonesi si sono fidati di lei per il rispetto di leggi e regolamenti, dandole un ottimo consenso, ma le aspettative come al solito superano di gran lunga la realtà. Con tutti i problemi da risolvere in un Comune devastato, sotto tutti i punti di vista, questa volta parliamo dell’inosservanza della legge 10/2013». 

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A parlare, rivolgendosi al primo cittadino di Vibo, sono gli attivisti del Meetup Vibonesi in movimento, facendo esplicito riferimento a quella che, a detta dei movimentisti, sarebbe la violazione di una disposizione normativa in materia ambientale da parte del Comune di Vibo Valentia. Normativa che prevede, tra le alte cose, che per ogni bambino nato o adottato nei comuni sopra ai 15.000 abitanti venga piantato un nuovo albero dedicato. 

In particolare, per il Meetup, si tratta di una «legge che non rispettano molti sindaci in Italia, lei naturalmente non è esulato. Da un ex uomo di giustizia  – spiegano – che pubblicizza mediaticamente una decina di panchine e 4 cestini nella frazione marina, non ce lo aspettavano». Costa è quindi «invitato a piantare solo 239 alberi, tanti quante sono le nascite avvenute nel nostro comune nel 2015». Invito già rivolto «all’ex sindaco e che ribadiamo anche a lei, con l’auspicio che non sia un suo clone, vista la stessa presenza di alcuni consiglieri comunali, mentre altri hanno fatto il salto della quaglia». 

E, ancora, «nel nostro comune abbiamo solo visto tagliare alberi senza piantarne, evidentemente, hanno utilizzato la statistica dei defunti anziché quella delle nascite. Tagli che vengono effettuati, con la nuova normativa, senza il parere della Guardia Forestale, decide il sindaco con qualche dirigente dei Vigili del fuoco compiacente e la scusa dell’imminente pericolo». Alberi che per gli attivisti sarebbero da ritenersi «sanissimi, con necessità, al massimo, di leggere potature, senza metterne a dimora altri, possiamo fare diversi esempi, ma i più emblematici, sono la piazza Annarumma a Vibo ed il lungomare di Vibo Marina, ormai, senza alcuna ombreggiatura, per non parlare dello scempio nella villa comunale». 

Infine l’affondo: «ma quando si tratta di mettere a pagamento le fatture, allora si, che il Comune è esperto, ma non paghiamo con le nostre tasse fior di quattrini ad una ditta che ha appaltato il verde pubblico? Come si dice, la scusa dell’emergenza permette tutto… soprattutto alle ditte che successivamente e puntualmente ricevono interdittive antimafia».