Joppolo, l’opposizione: «Il depuratore Morte scarica a mare»

Nuova puntata nella querelle sul trattamento delle acque reflue tra gruppo di minoranza e amministrazione comunale: «Altro che terrorismo mediatico»

Nuova puntata nella querelle sul trattamento delle acque reflue tra gruppo di minoranza e amministrazione comunale: «Altro che terrorismo mediatico»

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«Altro che terrorismo mediatico e minacce di adire le vie giudiziarie. È inutile ormai tentare di nascondersi dietro un dito. Il depuratore ”Morte” sta scaricando a mare (come documentano le foto allegate) nonostante le lamentele per i cattivi odori, delle famiglie che abitano lungo il percorso della condotta del depuratore e nonostante la mancanza di autorizzazione dello scarico delle acque reflue così come “confessato” da questi amministratori. In pratica, questa Amministrazione è da tre anni senza autorizzazione e quindi continua a scaricare le acque reflue del depuratore illegittimamente a mare, violando l’art.133 comma 2 del D.LGS 152/2006». L’opposizione consiliare del comune di Joppolo torna alla carica e non ci sta a far etichettare come “procurato allarme” l’ultimo intervento in cui si mettevano in evidenza i guai della depurazione con il paventato scarico a mare di acque reflue . Per i consiglieri Giuseppe Dato, Salvatore Burzì e Stefano Siclari «è ridicolo cercare di giustificarsi e tranquillizzare i cittadini con la “trovata” del monitoraggio che il vigile urbano esegue nella giornata. Infatti, non siamo a conoscenza del fatto che il vigile abbia la disponibilità, le competenze e l’uso di un laboratorio di analisi portatile che gli consente, nell’immediatezza, di escludere la presenza di enterobatteri fecali nelle acque che vede illegittimamente scolare dal depuratore verso il mare. Al contrario di questi amministratori allo sbaraglio – scrivono i tre del gruppo di opposizione – a noi interessa davvero l’economia dei “ricordati” operatori turistici che sono stati lasciati per due anni senza la principale strada provinciale numero 23 e che hanno in uso un’acqua non potabile da quasi 3 anni. Ma ci interessa ancor di più la salute dei bambini e degli adulti, che, senza sapere si immergono in acque rese probabilmente non sicure da questi amministratori. Infine, per quanto riguarda il pagamento delle spettanze della ditta che gestiva la depurazione, registriamo l’ammissione di circa 14 mesi di arretrato, qualora rispondano al vero i pagamenti dichiarati. Ma allo stesso tempo ci chiediamo del perché e come mai non ci sia nessun altro fornitore di servizi che vanti un simile ritardo. Non ci lasciamo intimorire da nessuno perché dobbiamo tutelare anche la salute pubblica e continueremo nella nostra funzione».

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