Crisi idrica a Vibo, Policaro e Pilegi: «Scorporiamo le spese dalle bollette»

I due consiglieri solidali col collega Comito dopo la protesta per i cittadini di Piscopio: «Chi ha dovuto comprare a proprie spese l’acqua non è giusto che la paghi due volte»

I due consiglieri solidali col collega Comito dopo la protesta per i cittadini di Piscopio: «Chi ha dovuto comprare a proprie spese l’acqua non è giusto che la paghi due volte»

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La battaglia dell’acqua, portata ieri nell’aula consiliare del Comune di Vibo Valentia dal consigliere Pietro Comito a difesa dei cittadini di Piscopio, trova un sostegno in altri due consiglieri d’opposizione, Giuseppe Policaro e Loredana Pilegi, che giudicano «inaccettabile» la situazione di Piscopio: «Ad ogni modo – aggiungono – il sindaco neo insediato ha dimostrato oggi, partecipando attivamente al dibattito in sala consiliare, di avere a cuore il problema e di essere impegnata in prima linea per risolvere celermente l’atavica problematica. Tuttavia, dissentiamo democraticamente sull’impossibilità – palesata verbalmente dall’assessore al ramo in risposta ad apposita interrogazione a firma Policaro – di non poter l’amministrazione comunale, in generale, indennizzare o scorporare dalle bollette dei cittadini quanto pagato a privati per sopperire ai disagi subìti a causa della cronica carenza idrica per il tramite delle auto-botti. Invero, non può farsi gravare sulle spalle degli onesti cittadini oltre il danno anche la beffa. Nei fatti, si paga una prima volta l’acqua ai privati e dovrà pagarsi una seconda volta al Comune la stessa acqua che, difatti, si troverà ad essere contabilizzata in bolletta per essere inevitabilmente transitata attraverso i contatori degli utenti». Secondo Policaro e Pilegi, «nascondersi dietro una circolare e/o nota interna di qualsivoglia ente terzo vuol dire, a nostro giudizio, andare contro un diritto soggettivo perfetto riconosciuto dalla legge a tutti i cittadini-consumatori italiani. In quest’ottica, sollecitiamo l’amministrazione comunale a voler rivedere la propria posizione in merito».

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