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Consiglio regionale, giovedì una seduta spartiacque dopo “l’ultimatum” di Occhiuto

Per il Pd «evidenzia un'arroganza istituzionale senza precedenti». Ma per Mancuso (Lega): «Non c’è alcuna pressione, né atteggiamenti di arroganza, tanto meno si è in presenza di stravolgimenti normativi»

Consiglio regionale, giovedì una seduta spartiacque dopo “l’ultimatum” di Occhiuto
La sala Consiliare di Palazzo Campanella
Roberto Occhiuto

Si alza in Calabria il livello della tensione politica dopo “l’ultimatum” del presidente della Regione, Roberto Occhiuto di Forza Italia, che ha minacciato di dimettersi se il Consiglio regionale, nella seduta di giovedì prossimo, non approverà il progetto di riforma dei Consorzi di bonifica varato dalla sua Giunta. Nei giorni scorsi, con un atto inedito nella storia del regionalismo calabrese, Occhiuto ha formalmente comunicato al Consiglio regionale la questione di fiducia sul testo, adducendone il carattere di interesse generale: il progetto di riforma prevede la messa in liquidazione degli attuali 11 Consorzi di bonifica e la contestuale creazione di un unico ente d’ambito regionale, articolato poi in comprensori territoriali. La mossa di Occhiuto, secondo quanto trapela, avrebbe creato qualche fibrillazione nella stessa maggioranza di centrodestra. Critico il principale partito di opposizione, il Pd: «L’apposizione della questione di fiducia sulla riforma dei Consorzi di bonifica evidenzia un’arroganza istituzionale senza precedenti» ha detto il gruppo dem in Consiglio regionale, lamentando che «a essere mortificata non è soltanto la funzione della minoranza consiliare, ma il ruolo di tutti i consiglieri, compresi i tanti di maggioranza contrari a questo stravolgimento normativo». Il gruppo del Pd ha poi evidenziato: «Il silenziamento del dibattito taglia fuori anche le categorie direttamente interessate, i sindacati e tutti gli attori del territorio. A questo punto non comprendiamo l’utilità della seduta di commissione già convocata per lunedì 31, in occasione della quale erano in calendario le diverse audizioni». A replicare al Pd il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, della Lega: «Non c’è alcuna sorta di pressione, né atteggiamenti di arroganza da parte del presidente Occhiuto, tanto meno – ha sostenuto Mancuso – si è in presenza di stravolgimenti normativi. È un errore interpretare in questi termini la ‘questione di fiducia’ posta sulla riforma dei Consorzi di bonifica che sarà in aula il 3 agosto. Ed è del tutto ingiustificato, inoltre, aprire polemiche incomprensibili, quando c’è cosi tanto da fare per mettere la Calabria in condizioni di risolvere problemi vecchi e nuovi, come dall’inizio della legislatura stiamo facendo Giunta e Consiglio regionali. Soltanto – ha concluso il presidente del Consiglio regionale della Calabria – vi è la determinazione del presidente Occhiuto e di tutti noi di rispettare il timing del programma di governo su cui abbiamo avuto il consenso della stragrande maggioranza dell’elettorato e, al contempo,  di proseguire, superando ostacoli burocratici e ingerenze corporative, nella sua realizzazione con celerità, rigore e trasparenza». Al di là delle polemiche, comunque, è chiaro che la seduta del Consiglio regionale in programma giovedì per gli analisti politici può rappresentare un vero e o proprio spartiacque dell’attuale legislatura regionale. (Agi)

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