Vibo, Pd alla ricerca di una guida tra aspirazioni e spaccature

Ad oltre due mesi dagli annunci sull’«imminente» coordinamento nulla è stato fatto e tutte le ipotesi sono saltate. Intanto si attende il tesseramento per i nuovi ingressi, alcuni dei quali aspirano alla guida del partito
Ad oltre due mesi dagli annunci sull’«imminente» coordinamento nulla è stato fatto e tutte le ipotesi sono saltate. Intanto si attende il tesseramento per i nuovi ingressi, alcuni dei quali aspirano alla guida del partito
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Nel Partito democratico vibonese gli annunci sono come lo yogurt: hanno scadenza breve. Nel senso che ogni settimana sembra quella buona per fare un coordinamento, per fare un coordinatore, per fare un congresso, per aprire un tesseramento. Puntualmente le settimane passano senza esito e lo yogurt è da buttare. Sta accadendo pressoché la stessa cosa in questo frangente. Sono trascorsi oltre due mesi da quando il segretario provinciale Enzo Insardà annunciava a questo giornale che «venerdì» avrebbe incontrato il commissario regionale Stefano Graziano per individuare una figura, accompagnata da altre, in grado di traghettare il partito fino al congresso, per dare un assetto al circolo di Vibo Valentia ed aprire una pagina nuova nell’infinito libro di via Argentaria. Di venerdì ne saranno passati una decina, nel frattempo nulla è stato fatto.

Come noto, il Pd viene da un periodo di grandi stravolgimenti, specie negli ultimi sei mesi in cui si sono registrate le dimissioni dell’allora segretario Pacilè e l’ufficializzazione di quella che sarebbe diventata la lista Città futura, con tutti i fuoriusciti a portare l’acqua al mulino del sindaco di centrodestra. Poi ci sono state le elezioni comunali, la cui fase è stata gestita prevalentemente da Insardà, affiancato da Michele Mirabello e Antonio Viscomi (sporadicamente). Il nocciolo duro del partito, l’area censoriana, prima ha stretto l’accordo con Stefano Luciano e poi ha accolto quest’ultimo, all’indomani della batosta elettorale, tra le proprie fila facendolo anche capogruppo in consiglio comunale.

Una fase lunga vissuta con travaglio sia nelle scelte comunali che in quelle partitiche. Proprio nel partito si sono susseguiti incontri e confronti, a volte anche accesi, per cercare di giungere ad una soluzione. La prima ipotesi era stata quella di nominare un coordinatore ed un coordinamento in cui ci fossero anche i consiglieri comunali; la seconda, quella di puntare solo sul coordinamento ma senza consiglieri comunali; la terza, quella di fare un coordinamento ampio in cui figurassero i consiglieri ed anche le diverse aree del partito. Ovviamente il Pd ha scelto la quarta ipotesi: quella di non fare nulla.

Sul tavolo c’è una data: il 28 ottobre. L’assemblea dovrebbe riunirsi per cercare una sintesi e nel frattempo avviare il tesseramento per permettere alle new entry, dal gruppo Luciano ai vari Soriano, Marasco, Colelli, di poter prendere la tessera ed entrare a pieno titolo nel partito. Tutti hanno un’aspirazione: puntare alla guida, pure provvisoria, del partito. Perché si sa: a Vibo nulla è più permanente di una soluzione provvisoria. E il 28 ottobre – con le elezioni regionali alle porte – sembra una data come un’altra per buttare l’ennesimo vasetto di yogurt nella spazzatura…