Regionali, Mirabello: «Fase drammatica, si recuperi il dialogo nel centrosinistra»

Il consigliere regionale del Pd non nasconde il suo «profondo disagio per la lacerazione che si è venuta a creare all’interno del partito»
Il consigliere regionale del Pd non nasconde il suo «profondo disagio per la lacerazione che si è venuta a creare all’interno del partito»
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Il consigliere regionale Michele Mirabello
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«Vivo con profondo disagio i tentativi di tirarmi dalla giacchetta e di utilizzare il mio nome e la mia persona per tentare di destabilizzare l’area del dissenso rispetto alle modalità ed ai termini attraverso i quali si è arrivati, da parte della dirigenza del mio partito, il Partito democratico, all’archiviazione dell’esperienza politica dei 5 anni di governo Oliverio». A riferirlo è il consigliere regionale del Pd Michele Mirabello che, nell’evolversi della situazione politica che vede il Pd – con il segretario Zingaretti in testa – sostenere convintamente la candidatura dell’imprenditore vibonese Pippo Callipo, ha optato per un profilo che l’interessato definisce “responsabile”. Credendo ancora nell’unità del centrosinistra. «Continuo a ritenere – spiega – che la fase politica che stiamo vivendo necessiti di un grande sforzo unitario, e che il tempo ancora a nostra disposizione possa essere utile a recuperare il confronto con un pezzo di centrosinistra, cui sento di appartenere, che esprime passioni, personalità, sindaci, dirigenti ed amministratori su tutto il territorio regionale. E continuo ancor di più ad osservare, stupito, come la politica si sia ridotta ad un dentro o fuori, a traditori e traditi, a salti e rifiuti. Tanti anni di militanza nel mio partito e nella sinistra mi avevano insegnato invece come la politica sia dialogo, costruzione di percorsi e scelte condivise, costruzione di ponti e non di muri. Chi scambia maliziosamente equilibrio, impegno e serietà, oltre che senso di responsabilità – conclude -, per ambiguità non finga dunque di essere tratto in errore. Continuo a muovermi pertanto all’interno di un’area politica progressista e riformista che vive, come dichiarato più volte, con profondo disagio, il prodursi in Calabria di una lacerazione così drammatica».

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