Mileto, polemiche sul bando che esclude ingegneri e architetti

L’amministrazione è pronta ad assumere a tempo indeterminato una figura per i Lavori pubblici, ma si limita ad aprire il concorso ai soli diplomati tecnici. Lettera di Scopelliti
L’amministrazione è pronta ad assumere a tempo indeterminato una figura per i Lavori pubblici, ma si limita ad aprire il concorso ai soli diplomati tecnici. Lettera di Scopelliti
Informazione pubblicitaria
Il Comune di Mileto
Il Comune di Mileto

Monta la polemica, a Mileto, sui recenti bandi indetti dall’amministrazione comunale per ovviare alla carenza di personale. Sul banco degli imputati viene messo il sindaco Natino Giordano. A farlo, l’esponente d’opposizione di “Insieme per crescere” Vincenzo Scopelliti, il quale con una lettera aperta indirizzata ai cittadini spiega le ragioni del suo malcontento, in particolare inerente al concorso pubblico per titoli ed esami indetto – con determinazione 194 del 14 novembre scorso – al fine dell’assunzione, a tempo pieno ed indeterminato, di un istruttore dei servizi tecnici (categoria C-posizione economica C1) da utilizzare presso l’area Lavori pubblici e Tecnico-Manutentiva.

«Nulla di sbagliato – spiega oggi Scopelliti – perché se è doveroso e necessario rispondere alla carenza di personale, è altrettanto vero che il suddetto bando appaia palesemente discriminatorio in uno dei suoi punti fondamentali». L’esponente di minoranza cita, nello specifico, l’articolo 2 alla lettera H, dove, per quanto riguarda i requisiti richiesti per l’ammissione al concorso, vengono riportati «come necessari titoli di studio di Istruzione secondaria di secondo grado, quali i diplomi di geometra, perito industriale edile, istruzione tecnica e settore tecnologico, indirizzo Costruzioni, ambiente e territorio. Tenuto conto della specifica menzione dei contenuti professionali richiesti, riguardanti i settori Lavori pubblici e Manutentivo, e sottolineata l’importanza della valutazione del curriculum professionale e dei vari titoli, quali requisiti indispensabili per la partecipazione – continua il capogruppo di “Insieme per crescere” – mi chiedo come mai a questo bando non possano aderire categorie professionali tali, ingegneri e/o architetti?».

Lungi dal voler fare «qualsiasi illazione», Scopelliti sottolinea, poi, come la formulazione del bando non rispetti minimamente il principio statuito dal Tar dell’Abruzzo con sentenza 733/2014, «ormai invalso nella giurisprudenza amministrativa, a mente del quale: “Allorquando il bando di un concorso prevede, come requisito di ammissione, il diploma di geometra, va ammesso al concorso anche il candidato in possesso di laurea in ingegneria o architettura (Tar Pescara-Abruzzo, sentenza 463/08), in quanto il possesso di tale titolo di studio superiore deve ritenersi assorbente sia perché le materie di studio, facenti parte del corso di laurea in ingegneria, comprendono quelle del corso di studi di geometra, sia perché tale corso di studio contempla un maggiore livello di approfondimento». Un principio che fa capire che ogni qualvolta un bando di gara prescriva, per la partecipazione, il possesso del diploma di geometra, «ingegneri e architetti hanno il pieno diritto di partecipare. Ergo, devo dedurre che tale preclusione sia incomprensibile».

L’esponente di “Insieme per crescere” si sofferma, quindi, sulla grande opportunità che il concorso dà «per incrementare il potenziale tecnico dell’Ufficio a parità di spesa», anche in considerazione del fatto che così si potranno avere «un ulteriore architetto o un ingegnere all’interno del personale» e dare la possibilità «di produrre autonomamente la progettazione e la direzione lavori di qualsiasi opera, senza l’onere di affidamenti di incarichi ad esterni», con conseguente «abbattimento di costi e tempi per l’amministrazione», prerogativa fondamentale «per poter accedere anche ai molti finanziamenti in atto.

Mi domando – prosegue – se il sindaco (responsabile di tutti gli atti prodotti dal Comune), l’assessore alle Pari opportunità e quello alla Trasparenza amministrativa abbiano mai letto il bando prima della pubblicazione, fortemente discriminante dal punto di vista professionale per le categorie interessate. Penso anche ai cittadini che, a parità di spesa, perderebbero l’opportunità di avere all’interno dell’Ufficio tecnico una figura maggiormente qualificante». La lettera di Scopelliti si conclude con l’annuncio che è stata già prodotta interrogazione scritta al sindaco Giordano e al responsabile del procedimento, «perché pensiamo che il bando debba essere rivisto e corretto nella sua formulazione», e palesando interesse affinché, sulla vicenda, «si esprima il presidente dell’Ordine degli ingegneri e architetti».