Regionali, Callipo nella sua Pizzo: «Facciamo insieme la rivoluzione»

Il candidato alla presidenza si mostra emozionato davanti ai suoi concittadini: «Prendere impegni qui è più difficile che altrove»
Il candidato alla presidenza si mostra emozionato davanti ai suoi concittadini: «Prendere impegni qui è più difficile che altrove»
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La platea della Tonnara di Pizzo
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di Daniela Caridà

Si commuove Pippo Callipo, la voce rotta dall’emozione e le lacrime trattenute a stento. Un bicchiere d’acqua e poi inizia il suo discorso, che non manca di saluti agli amici d’infanzia e a suoi maestri di scuola e di vita. La location dell’incontro con la comunità, la sua comunità, contribuisce all’atmosfera sentimentale dell’occasione: il Museo della Tonnara della Marina di Pizzo, a pochi metri dal suo luogo di nascita, «di cui mi ricordo gli ultimi tonni appesi, il “bosco” che creavano» esordisce. Il prolungato ritardo non ha scoraggiato il calore dei concittadini che, tra un applauso e una standing ovation, hanno accolto le parole familiari del candidato pizzitano, che sembrano voler ripercorrere il suo cammino politico.

Tra le memorie più struggenti quelle che riguardano le ragioni della sua scesa in campo, quando il peso della responsabilità verso una situazione calabrese già critica non lo faceva dormire la notte: «É una serata emotivamente e sentimentalmente impegnativa, perché prendere un impegno qui alla Marina di Pizzo è molto più difficile e più forte che farlo in un altro luogo» aggiunge. E il suo impegno vuole «andare oltre il programma elettorale che – a sua detta – è uguale a tutti gli altri dato che ripropone i punti delle vecchie elezioni, punti purtroppo ancora attuali».

Al suo fianco c’erano l’imprenditore antimafia Nino De Masi, il commissario regionale del Pd Stefano Graziano, il deputato Antonio Viscomi, l’antropologo e scrittore Vito Teti.

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L’intervento di Callipo

Gli argomenti di forza. I punti programmatici sono ricorrenti, l’obiettivo pure: archiviare le politiche del passato e ricominciare rinnovati. Callipo lo vuole fare grazie «all’unione di forze competenti e oneste, quelle “presentabili”, frutto della pulizia già portata avanti nelle ultime settimane, scontrandomi con quel sistema di sudditanza che – ricorda – mi ha visto per anni subire nella mia carriera di imprenditore». L’occupazione è nuovamente al primo posto, non solo quella dei giovani che scappano ma anche quella dei cittadini più maturi, per cui è più difficile rientrare nel mondo del lavoro. Focus anche sui territori, in particolare per quanto riguarda la necessità di creare una rete che permetta di ridurre l’isolamento dei centri dell’entroterra rispetto alle località marine, sottolineando l’importanza di differenziarne criticità e esigenze. A tale scopo, fondamentale per Callipo appare la comunicazione con gli enti settoriali locali di cui, reduce dalla visita in Confcommercio, afferma come i vertici non siano stati ascoltati sufficientemente in passato. In merito alla legalità poi, non perde occasione di accennare alle recenti vicende che hanno stravolto il Comune, ponendo un accento, però, sulla speranza di vedere ridursi i commissariamenti auspicando di avere la forza di potersi rialzare da soli.

Lo sguardo agli attori politici. Non mancano i pensieri rivolti agli altri candidati e, in generale, alle fazioni che portano avanti. Partendo da Salvini «un pazzo furioso» fino a Berlusconi che «ha normalizzato la bruttezza», Callipo si dice «non preoccupato da Jole Santelli, ma da ciò che c’è dietro e, in particolare, dalla prospettiva di lasciare la Calabria agli specialisti del Nord inviati direttamente dalla Lega su territori di cui conoscono poco e niente». Ricorre il tema del partito padano che «dopo anni di disprezzo vuole prendersi l’elettorato nostrano come lasciapassare per la spartizione di nuove poltrone». Non perde occasione, infine, per discostarsi dal candidato cinquestelle Francesco Aiello, invitando gli elettori a scegliere «in base alla fattibilità del programma e all’effettiva capacità di gestire il post elezione». Per quanto riguarda il Pd, infine, rivendica l’indipendenza e si assume tutte le responsabilità del caso avendo sempre avuto «carta bianca» dal partito.

I saluti finali. L’aspirante governatore non vuole fare promesse, ma si pone come obiettivo quello di spronare i calabresi a rincorrere insieme un folle sogno, il sogno di poter ridare alla Regione credibilità e dignità. Ci tiene a ribadire il significato del simbolo che porta al collo, la sciarpa rossa, non rossa come una particolare tendenza politica ma rossa come la rivoluzione, quel cambiamento radicale e repentino che «vedo brillare negli occhi dei miei concittadini». «Vi voglio bene a tutti!» saluta, commosso, prima di andarsene.