Capo Vaticano: l’idea di una nuova frazione, fra slogan e coup de theatre

A farne le “spese” San Nicolò e Brivadi. Ed intanto si scopre che per il sito internet ufficiale del Comune di Ricadi fra le frazioni sono da annoverare pure il…Faro e la Stazione

A farne le “spese” San Nicolò e Brivadi. Ed intanto si scopre che per il sito internet ufficiale del Comune di Ricadi fra le frazioni sono da annoverare pure il…Faro e la Stazione

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Non sappiamo se i primi raggi di Sole primaverili che al “Capo” “picchiano” più che in altre località della provincia di Vibo Valentia abbiano influito sulla nuova “trovata” dopo la bocciatura del referendum consultivo che mirava ad affiancare al nome del comune di Ricadi anche quello di Capo Vaticano. La nuova proposta è la seguente: la creazione di una nuova frazione nel comune di Ricadi accanto a quelle già esistenti di Barbalaconi, Ciaramiti, Lampazzone, Orsigliadi e Santa Domenica. Nome della frazione? Ma Capo Vaticano, ovviamente…! A farne le spese le storiche frazioni di San Nicolò e Brivadi che, nell’idea dei proponenti verrebbero “assorbite” dall’unico nome di Capo Vaticano. Della nuova frazione sarebbero pronti persino i “confini”: da Brivadi al Faro di Capo Vaticano, passando per San Nicolò la cui piazza diventerebbe il “centro” della nuova frazione.                                                              Promotore della “trovata”, con apposita petizione lanciata per ora solo su facebook, uno dei coordinatori dei recenti comitati per il Sì al referendum consultivo per l’aggiunta del nome di Capo Vaticano a quello di Ricadi: Giacomo Benedetto. Una proposta che ha subito raccolto il plauso ed il sostegno anche di uno degli “attori” politici del territorio: il già segretario cittadino del Pd, Ignazio Pontoriero, fra i fedelissimi del consigliere regionale (e già segretario provinciale del Pd di Vibo Valentia) Michele Mirabello. Proprio Ignazio Pontoriero commentando su facebook l’iniziativa di Giacomo Benedetto si è infatti subito dimostrato fra i più entusiasti: “Bravo Giacomo, Alla Grande! Mi pare che questa proposta – ha evidenziato il già segretario del Pd di Ricadi – stia prendendo il volo. Sta suscitando tanto entusiasmo. Penso – aggiunge Pontoriero – sia ormai maturata la convinzione in tutti che si può fare, cambiare il nome delle frazioni di S.Nicolò e Brivadi in Capo Vaticano mantenendo queste due frazioni come borghi caratteristici, belli ognuno con la sua tradizione. Passiamo alla fase operativa. Una bella assemblea dove possiamo confrontarci tutti, ascoltare anche chi la pensa in modo diverso da noi e poi decidere se passare alla raccolta delle firme. Ne servono 1000. Mille cittadini – conclude Pontoriero – che firmano questa petizione da sottoporre al Consiglio comunale. Andiamo avanti. Je suis Capo Vaticano”.  [Continua dopo la pubblicità]

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L’esposizione pubblica su facebook del già segretario cittadino del Pd, Ignazio Pontoriero, ha così subito alimentato la “voce” che a condividere la nuova proposta possa esserci persino il consigliere regionale Michele Mirabello, il principale proponente del recente referendum bocciato dagli elettori. Voci non smentite per ora dall’interessato e che si rincorrono. “Vox populi, vox dei” e così abbiamo raccolto alcuni commenti da parte degli abitanti di San Nicolò e Brivadi. [Continua dopo la pubblicità]

Il “salto” nelle due frazioni di Ricadi. “Figlio, ma perché dobbiamo cambiare le insegne stradali del paese? Io sono di San Nicolò – ci riferisce un anziano incontrato in piazza – e questa è la piazza di San Nicolò. La vogliono chiamare piazza di Capo Vaticano? Ed allora? Cosa cambia in concreto? Qui siamo già a Capo Vaticano, tutta la zona è Capo Vaticano. A chi è venuta questa idea? Una cosa era affiancare il nome di Capo Vaticano a Ricadi, altra cosa creare una nuova frazione eliminando i nomi di San Nicolò e Brivadi”.

All’anziano si avvicinano subito altre persone, facciamo loro notare che gli ideatori della petizione da inviare al sindaco per la nascita della nuova frazione di Capo Vaticano si propongono di “preservare le radici dei luoghi” e la nuova denominazione a loro avviso “consentirebbe altresì di valorizzare le frazioni di San Nicolò e Brivadi, portando a crescere – così scrivono – anche il turismo interno con importanti apporti socio-economici-culturali”. Non facciamo in tempo ad elencare i propositi degli ideatori della petizione che veniamo “aggrediti” dagli interrogativi delle persone incontrate in piazza. “Quindi – ci dicono – se cambiamo l’insegna stradale di San Nicolò con quella di Capo Vaticano, crescerà il turismo interno? Ci sembra una cosa ridicola. Ci sono già le insegne con la scritta Capo Vaticano anche nel territorio di San Nicolò, ed allora? Al ridicolo non c’è mai fine – rispondono in coro – e sono ben altre le cose da fare per rilanciare questo territorio. Un tempo qui si venerava San Nicola e da qui poi il nome alla frazione divenuta San Nicolò”.

Pochi metri più avanti e siamo già a Brivadi. Praticamente due frazioni unite senza soluzione di continuità. Qui i cittadini incontrati si mostrano ancora più perplessi. Il nome di Brivadi deriva dal greco, dal saluto “Oi brivades” che significa “i discendenti della famiglia Brias, Brià o Briade” e molti fra loro non intendono rinunciarci. “Capo Vaticano sta al faro ed a Grotticelle, qui siamo a Brivadi – ci dicono – che è un’altra cosa. Poi se vogliamo chiamare tutta la zona Capo Vaticano già lo facciamo da anni, non c’è bisogno di alcuna petizione. Lo facciamo da anni ed i problemi qui sono quelli di sempre, con o senza cartello stradale di Capo Vaticano al posto del nome di Brivadi, con o senza la creazione di una nuova frazione con un nuovo nome”. In molti poi amano ricordare come anticamente Brivadi fosse un territorio ricco – molto più di ora – di vigneti, oliveti, gelsi e alberi da frutta di ogni specie. Poco più di 500 abitanti per un paese che, nel corso degli anni, ha subito un notevole calo demografico. Proprio per questo gli abitanti hanno fortemente voluto la “Festa dell’Emigrante” che si tiene ad agosto. “E’ giusto mantenere il nome di Brivadi – ci dicono –, la nostra storia non deve morire così come la Torre Marrana ed il suo teatro. Ci sentiamo già Capo Vaticano anche noi, ma prima abitanti di Brivadi. Dovremmo allora chiamare il teatro di Torre Marrana, teatro di Capo Vaticano? E poi basta con queste trovate, si pensasse ai problemi seri del comune ed a come risolverli”.

Le nuove e fantasiose frazioni già esistenti sul sito del Comune di Ricadi. E così, fra chi su facebook alla proposta di Giacomo Benedetto fa notare che Santa Maria resterebbe fuori dalla “nuova” Capo Vaticano, fra chi propone di sostituire l’insegna di Ricadi persino alla Stazione ferroviaria con quella di Capo Vaticano, e fra chi lancia l’idea di “sentieri dell’amore a Capo Vaticano ed al belvedere, con San Nicolò quale centro con posta, bar, piazza, negozi e chiesa”, mentre Brivadi dovrebbe divenire luogo di “teatro, relax ed inizio di percorsi naturalistici ed escursioni in montainbike”, facendo un “salto” sul sito internet ufficiale del Comune di Ricadi, all’indirizzo www.comune.ricadi. vv. it, facciamo una scoperta “sorprendente”.

Per il sito ufficiale del Comune di Ricadi (quello in cui è presente anche l’albo pretorio on line, per intenderci) le frazioni sono infatti quelle di: Barbalaconi, Brivadi, Ciaramiti, Lampazzone, Orsigliadi, San Nicolò e Santa Domenica. Cliccando però dentro le singole frazioni, scopriamo che San Nicolò viene definita come “la più bella frazione del Comune”, ma soprattutto che “Del comune di Ricadi – si legge testuale – fanno parte anche le frazioni di Barbalaconi, Brivadi, Ciaramiti, Orsigliadi, Faro Capo Vaticano, Lampazzone, San Nicolò, Santa Domenica, Santa Maria, Stazione di Ricadi, Torre Marino”. Per il sito del Comune di Ricadi, quindi, il territorio comunale ha già da tempo delle nuove frazioni con tanto di denominazione: “Torre Marino”, “Faro di Capo Vaticano” e…udite-udite: “Stazione di Ricadi”. E se lo dice il sito ufficiale del Comune di Ricadi – i cui contenuti di certo non saranno sfuggiti agli occhi attenti degli amministratori comunali – c’è da crederci…! O forse no?

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