Filadelfia, l’opposizione chiede le dimissioni del sindaco De Nisi

Diaco e la Raimondi: «Inutile rimodulare la giunta, ormai si è persa la bussola politica e non ha più senso andare avanti»
Diaco e la Raimondi: «Inutile rimodulare la giunta, ormai si è persa la bussola politica e non ha più senso andare avanti»
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Il Comune di Filadelfia
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Il sindaco di Filadelfia Maurizio De Nisi azzera la sua giunta. E l’opposizione attacca. In una nota stampa, Concetta Maria Raimondi e Salvatore Diaco giudicano inconcludente il provvedimento del primo cittadino, che servirebbe solo «a certificare il fallimento di un’azione mai partita, di un modo di fare politica vecchio e passato, di un atteggiamento di forza arrivato al capolinea». Riprendendo le parole di De Nisi, secondo il quale «è necessario creare le basi di un rilancio dell’attività politica ed amministrativa a partire dall’esecutivo locale», i due esponenti dell’opposizione incalzano: «Intende forse che nessuno dei vecchi assessori troverà spazio nella futura giunta perché ha fallito o perché chi doveva tracciare la rotta, realizzare il programma presentato ai cittadini alle ultime elezioni non è riuscito nel suo intento?».

E non è finita qui. «Il sindaco perché ha aspettato tutto questo tempo? Non si è mai accorto, come da tempo è noto in città, dei difficili rapporti con le forze politiche che lo avrebbero dovuto sostenere e che, al contrario, sono state le prime a chiedere un tavolo di concertazione con tutte le altre forze, dove si sarebbero dovuti affrontare in maniera seria, ma soprattutto diversa, i problemi inerenti la situazione di crisi finanziaria in cui versa l’Ente? Se a queste considerazioni si aggiungono le “difficoltà” interne nel sostenere iniziative per il governo della città, si comprende – ma non si giustifica – l’immobilismo dell’amministrazione, il decadimento e la regressione dovute alle incapacità operative di questa giunta». Da qui la richiesta al sindaco di «un gesto di coraggio: faccia un passo indietro, dimostri davvero interesse per questa comunità e si dimetta, per dare ai cittadini nuovamente la possibilità di esprimere il proprio giudizio». Infine, da Raimondi e Diaco, «un invito a tutti quelli che non si riconoscono più in questo modo di fare politica, chiedendo di unirci e insieme per fermare questa emorragia, prima che sia troppo tardi».

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