Vibo, fermi da sei anni i progetti per mettere in sicurezza i fossi

Importi stanziati nel 2014 per la mitigazione del rischio idrogeologico, ma i tempi della burocrazia bloccano ogni speranza di sviluppo. E il Comune sostituisce i Rup
Importi stanziati nel 2014 per la mitigazione del rischio idrogeologico, ma i tempi della burocrazia bloccano ogni speranza di sviluppo. E il Comune sostituisce i Rup
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Quando vengono approvati i tre progetti preliminari per la messa in sicurezza dei fossi Calzone-Rio Bravo, Antonucci e Cutura-La Badessa, alla Provincia di Vibo Valentia c’è ancora il commissario Mario Ciclosi, al Comune di Vibo Valentia il sindaco Nicola D’Agostino ed al governo il poco sereno Enrico Letta. Da allora, da quel gennaio 2014, quei tre progetti fondamentali per mitigare il rischio idrogeologico nel territorio vibonese continuano a restare solo sulla carta. All’epoca il commissario delegato aveva stanziato un totale di circa due milioni e mezzo di euro per sistemare i fossi, le cui pessime condizioni sono tra le maggiori fonti di rischio specie per le frazioni marine che ancora si leccano le ferite dell’alluvione del 2006.

Ebbene, il grande mostro che si chiama burocrazia – fra i principali freni dello sviluppo di un territorio (unito spesso all’inerzia e all’incapacità delle amministrazioni) – ci ha messo quasi cinque anni (novembre 2018, grazie all’intervento dell’allora assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Lombardo) solo per stipulare le convenzioni necessarie tra gli enti coinvolti, la Provincia in qualità di soggetto attuatore e il Comune di Vibo, su cui ricadono gli interventi. Da allora, altri quattro mesi (marzo 2019) per approvare i quadri economici, e poi altri sei mesi (settembre 2019) per nominare i Responsabili unici del procedimento in sostituzione di Claudio Decembrini, che proprio dal primo ottobre è andato in pensione. E così il geometra Gregorio Cosentino si sarebbe dovuto occupare dei fossi Calzone-Rio Bravo (finanziamento da 679mila euro) e Antonucci (832mila euro), mentre il geometra Giuseppe Marino del fosso Cutura-La Badessa (890mila euro).

Ma proprio in questi giorni, prendendo contezza del tempo che passa e della «stasi amministrativa», l’amministrazione, con una determina firmata dal dirigente Domenico Scuglia, ha sostituito i due Rup con altri tre, ovvero Andrea Nocita, Giuseppe Petruzza ed Enzo Romeo. Il caso era stato sollevato qualche giorno fa in commissione dal consigliere comunale del Partito democratico Marco Miceli, il quale faceva notare che mancando progetti e progettisti il rischio concreto era quello di perdere quei finanziamenti, erogati dalla Regione tramite il Patto per la Calabria. A questo punto bisognerà nominare i progettisti che avranno il compito di redigere i progetti esecutivi. Con la speranza di non doversi ritrovare fra dieci anni ancora alla nomina di altri Rup…

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