Filandari, la riscossione del canone idrico crea malumori

Il sindaco Rita Fuduli costretta a intervenire: «Non è una misura di coercizione ma un’opportunità per mettersi in regola»
Il sindaco Rita Fuduli costretta a intervenire: «Non è una misura di coercizione ma un’opportunità per mettersi in regola»
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Filandari dall'alto
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Le cosiddette “bollette pazze”, riguardanti il canone dell’acqua potabile, stanno creando del malcontento anche tra la popolazione di Filandari. Tant’è che il sindaco Rita Fuduli, «considerate le lamentele che da più parti pervengono per gli avvisi di accertamento relativi alle annualità dal 2014 al 2016», oggi ci tiene a chiarire che gli avvisi in questione «si riferiscono a tributi non riscossi in epoca anteriore all’attuale Amministrazione».

E che, comunque, «la riscossione di tali entrate non deve essere vista come una misura di coercizione a carico dei contribuenti morosi», ma, invece, «come un’opportunità per i cittadini di mettersi in regola con il versamento delle imposte». In tale ottica, il sindaco spiega che gli atti devono essere ritenuti dai cittadini come un invito, a coloro che ancora non lo avessero fatto, «a regolarizzare eventuali altre posizioni debitorie (Imu/Ici, Tari, etc.), al fine di scongiurare azioni di recupero coattivo da parte dell’ente che, a breve, dovranno necessariamente essere attivate poiché la riscossione e il recupero dei tributi sono attività che spettano per obbligo di legge all’Amministrazione comunale. Siamo pienamente consapevoli del periodo di ristrettezze e difficoltà che la comunità sta vivendo – sottolinea – ma nel contempo siamo anche convinti che il pagamento delle imposte deve essere un comportamento indiscusso e condiviso da tutta la cittadinanza, in quanto tutti devono contribuire allo stesso modo pagando il dovuto, secondo quanto gli spetta. Da parte degli amministratori non è certo bello svolgere il ruolo di riscossori, ma non c’è alcuna scelta, si tratta di un obbligo imposto dalla legge. L’obiettivo che l’Amministrazione sta cercando di perseguire – già dal momento dell’insediamento e come forma di giustizia sociale e di correttezza reciproca – è di far “pagare tutti per pagare meno”».

Al riguardo, il primo cittadino di Filandari si dice consapevole «che qualcuno approfitta della situazione ed evita di fare il proprio dovere», ma assicura anche che la lotta all’evasione che l’Amministrazione sta portando avanti «sarà costante, a garanzia delle entrate dell’ente e di chi correttamente versa le imposte dovute». In questo contesto, «per alleggerire il carico fiscale ai cittadini onesti», il Comune sta, quindi, «tentando di recuperare tutto quello che non è stato versato», nella convinzione che, a livello locale e nazionale, «se tutti contribuissero a corrispondere correttamente quanto dovuto, tutti pagheremmo di meno. Non a caso si è ritenuto opportuno – rimarca la Fuduli – affidare in concessione il servizio di gestione, accertamento evasione e riscossione volontaria e coattiva delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali e dei servizi connessi e complementari, in modo tale che già a marzo, e comunque non appena la ditta avrà firmato il contratto, sarà attivato uno sportello a cui i contribuenti si potranno rivolgere per chiedere assistenza e per chiarire e regolarizzare la propria posizione debitoria. Il fine ultimo del Comune – conclude – è giungere a far sì che tutti paghino le tasse, in modo tale che il Comune possa diminuire le aliquote che oggi ogni cittadino di Filandari è costretto a pagare».

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