Comune Vibo, prime frizioni: c’è chi spinge per un rimpasto

Si allarga lo scollamento tra maggioranza ed esecutivo. Alcuni consiglieri lavorano ad un gruppo ampio per rivendicare il «protagonismo della politica»
Si allarga lo scollamento tra maggioranza ed esecutivo. Alcuni consiglieri lavorano ad un gruppo ampio per rivendicare il «protagonismo della politica»
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Qualcosa si è incrinato nel rapporto tra alcuni consiglieri di maggioranza del Comune di Vibo Valentia e l’amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo. Sono gli effetti distorti – e scontati – della latitanza della politica, che per accarezzare l’umore della gente stufa dei “mangioni” ha finito per ritirarsi dietro le quinte venendo meno alla sua stessa natura: discutere e affrontare i problemi, e se vi sono le capacità anche risolverli. Ed invece tutto questo a Palazzo Luigi Razza non accade. Accade piuttosto il contrario: lo scollamento tra gli “eletti dal popolo” e coloro che dettano la linea, in altre parole tra il consiglio e la giunta. Una giunta che, sfumato l’entusiasmo iniziale, non si presenta più come una armata compatta.

Il sindaco continua a fare la parte dell’ariete, chiede il sostegno dei cittadini, invoca un maggiore «amore per la città». Ma predica nel deserto. Perché la situazione finanziaria è pessima, il responso di ministero dell’Interno e Corte dei conti sulla bontà del Piano di riequilibrio ancora non si vede, i servizi erogati calano col calare del numero di dipendenti, ed in questo sfacelo generalizzato, dei partiti non c’è neanche l’ombra. I partiti sono quell’agglomerato di persone causa del loro male, quelli che si fanno vedere in tempo di elezioni quando «la politica deve tornare a recitare un ruolo da protagonista», salvo poi dileguarsi per evitare di metterci la faccia. È esattamente ciò che sta accadendo a Vibo Valentia, dove ormai da qualche tempo tra il primo cittadino e i suoi assessori (fatta salva qualche eccezione) non vi è più una grande collaborazione. Segno che il feeling inizia a scemare, tanto che qualcuno, tra i corridoi del municipio, paventa (auspica?) un rimpasto di giunta.

I segnali di insofferenza nella maggioranza non sono pochi, come testimonia anche il caso di Lorenza Scrugli, dimessasi da presidente della commissione Politiche sociali in aperto contrasto con l’assessore al ramo Franca Falduto. Questo è solo il caso palese, ma sottotraccia ve ne sono altri ed ignorarli – o far finta che tutto vada bene – è il primo passo verso il precipizio. Le precedenti amministrazioni, in tal senso, dovrebbero avere insegnato qualcosa.

Inizia a farsi sentire il richiamo di chi rivendica «maggiore peso della politica» nelle scelte strategiche per la città. Alcuni consiglieri stanno iniziando a dialogare per comprendere se vi siano le basi per un «confronto» con l’esecutivo che abbia anche dei risvolti in termini di posti in giunta. Tutto avviene alla vigilia di un consiglio comunale (2 marzo alle 9.30) che per la prima volta si terrà sotto forma di question-time, e per prepararsi all’occasione i gruppi si incontreranno già domani per una sorta di pre-consiglio. Il question-time sarà impostato su sei interrogazioni a risposta immediata. La prima, presentata da Giuseppe Policaro, vale il prezzo del biglietto: tenuta dei conti dell’ente.

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