lunedì,Giugno 14 2021

Piano strutturale, Comune di Vibo pronto ad approvarlo dopo 16 anni

L’architetto Karrer consegna l’ultimo documento mancante dello strumento urbanistico. Ma su Vibo Marina restano i vincoli

Piano strutturale, Comune di Vibo pronto ad approvarlo dopo 16 anni

Accadevano due cose importanti, nel 2004, a Vibo Valentia. Il nuovo ospedale vedeva posarsi la prima pietra e l’architetto Francesco Karrer iniziava a scrivere la prima pagina del Piano strutturale comunale. Ma se sul fronte ospedale i vibonesi sono ancora in attesa di vedere la seconda pietra, cosa diversa sta avvenendo, finalmente, per quanto riguarda il Psc. A distanza di 16 anni, infatti, il Comune di Vibo Valentia si appresta ad approvare in via definitiva l’importante strumento urbanistico, che tratteggia lo sviluppo della città e delle sue frazioni al passo con le normative ed i regolamenti nazionali ed europei anche in materia ambientale.

Proprio nelle ultime ore, infatti, lo studio di Karrer ha consegnato l’ultimo documento mancante: l’adeguamento del Regolamento edilizio e urbanistico (Reu, quest’ultimo già approvato dal Comune) al Regolamento edilizio tipo approvato dalla Regione. A questo punto il Psc passerà dalla giunta che dovrà deliberarlo per poi transitare dalla commissione ed arrivare finalmente in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. A confermarlo è anche il sindaco Maria Limardo, che interpellata spiega: «Siamo davanti ad un momento importante per lo sviluppo di questa città. In questi mesi – aggiunge – ho avuto modo di incontrare più volte l’architetto Karrer, anche al fine di velocizzare l’iter, e devo dire che ormai siamo ad una svolta. L’ultimo tassello è stato messo al suo posto e presto potremo procedere all’approvazione».

Il Psc, però, non elimina i vincoli imposti dalle ordinanze del commissario delegato all’emergenza seguita all’alluvione del 2006, che ha stabilito la totale inedificabilità nelle zone ad alto rischio idrogeologico R3 ed R4, che comprendono tutta l’area delle frazioni marine. In questa direzione sta andando invece uno studio, già commissionato ad un tecnico dall’ente, che dovrà illustrare la mutata situazione rispetto all’alluvione e sottoporla all’esame del distretto dell’Appennino meridionale (che ha sostituito la vecchia Autorità di bacino regionale); sarà questo ente a decidere se in tutto o in parte si potrà procedere alla rimozione dei vincoli, anche in base ad una situazione migliorata per via degli interventi sui fossi e su altri ambiti.

Nella dichiarazione di sintesi alla Valutazione ambientale strategica, gli architetti Karrer e Francesca Moraci rimarcano come il Psc di Vibo Valentia non sia «il classico strumento per costruire solo edifici, e non a caso il territorio urbanizzabile, molto mitigato sul piano economico, potrà essere utilizzato in funzione di una precisa volontà politica e in presenza di comprovata necessità». Inoltre, con gli Ambiti territoriali unitari, si offrono occasioni di sviluppo importanti, dal quartiere Pennello di Vibo Marina alla ristrutturazione dell’asse urbano Vibo centro-località Aeroporto o il recupero costiero Vibo Marina-Pizzo, o ancora mettendo in sicurezza il territorio e dando un nuovo assetto alla mobilità urbana. Fondamentale diventerà la capacità di attrarre finanziamenti europei, perché il Psc, per come strutturato, si presta particolarmente ad interventi finanziabili dall’Europa grazie all’occhio di riguardo posto sulle tematiche ambientali.

Dopo 16 anni la pratica potrebbe essere finalmente chiusa, anche se in consiglio comunale si preannuncia un’accesa discussione da parte del Movimento 5 Stelle, contrario a questa impostazione del Psc già dagli annunci della campagna elettorale. A breve si vedrà.

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