mercoledì,Giugno 16 2021

Fase 2, il sindaco di Soriano: «Qui nessun caso, perché aspettare ancora?» – Video

Vincenzo Bartone si appella al Governo: «Ci sono famiglie che non lavorano da tre mesi e non hanno da mangiare, vanno aiutate». Poi lancia la proposta: «Gli imprenditori del Nord vengano qui, gli daremo terreni e strutture a prezzi eccezionali»

Fase 2, il sindaco di Soriano: «Qui nessun caso, perché aspettare ancora?» – Video
Il sindaco di Soriano Vincenzo Bartone

Accoglie con favore l’iniziativa del presidente della Regione Calabria JoleSantelli che ha anticipato l’avvio della Fase 2 dando il via libera, tra le altre cose, alla riapertura di bar e ristoranti, purché nel rispetto di precise prescrizioni. E nonostante la stessa sia stata impugnata dal Governo nella giornata di oggi, rimane della sua idea. Egli stesso, del resto, è stato tra i primi a sedersi nuovamente al tavolino di un bar del suo paese per sorseggiare un aperitivo a distanza di sicurezza da altri esponenti della sua maggioranza che lo hanno accompagnato nell’operazione poi resa nota attraverso i social.

Vincenzo Bartone, primo cittadino di Soriano Calabro, Forza Italia, è tra quegli amministratori che si dicono convinti della necessità di una ripresa immediata – pur nella rigida osservanza di regole di distanziamento sociale e precauzioni sanitarie – delle attività. Per ridare ossigeno alla piccola economia, per far sì che famiglie provate da mesi di fermo lavorativo possano riprendere a produrre reddito; per restituire fiducia a tanti settori economici. E le sue idee le ha chiarite in un videomessaggio pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale del Comune di Soriano.    

«Parlo nell’interesse della mia Soriano – spiega in premessa Bartone -. Ascolto il mio popolo fatto di imprenditori e commerciantiambulanti, senza una lira da tre mesi e dimenticati da tutti. A Soriano non abbiamo avuto un solo caso di coronavirus. Perché bar e pizzerie non devono essere aperte con le dovute cautele? Rispettando i principi legislativi e preservando al massimo la salute delle comunità? Perché devono essere aperti nello stesso momento di altre regioni che hanno problemi più seri? Di altre regioni dove si registrano ancora centinaia di morti e contagi al giorno?».  [Continua]

A Soriano, spiega Bartone, «ben 150 famiglie di commercianti ambulanti da Natale non lavorano e non hanno più da mangiare per i loro figli. Lo Stato gli dia aiuti concreti oppure gli dia la possibilità di lavorare con le dovute prescrizioni».

E sull’ordinanza che ha portato allo scontro istituzionale tra Governo e Regione, il sindaco aggiunge: «voglio ringraziare la Santelli, perché quest’ordinanza ci permette di ripartire. Il mio popolo vuole ripartire, non chiede elemosine. Vuole lavorare con le dovute prescrizioni, secondo i parametri fissati per legge e che lo Stato deve dare sia agli imprenditori locali, che lavorano soprattutto nell’agroalimentare, sia ai commercianti ambulanti. Loro chiedono programmi per il loro futuro. Devono e dobbiamo sapere a cosa andiamo incontro. Dove, come e quando possiamo lavorare».

Infine Bartone lancia la provocazione. «Credo sia legittimo da parte nostra sapere cosa dobbiamo fare, non ci interessano le decisioni che prenderanno al Nord. Anzi voglio lanciare una sfida: se gli imprenditori del Nord hanno problemi a riaprire, sappiano che possono venire a Soriano. Qui abbiamo un’ampia zona Pip a ridosso dell’autostrada, a mezzora di autostrada per il porto di Gioia Tauro, a mezzora dall’aeroporto e dal nodo ferroviario di Lamezia. Possono venire da noi se vogliono, noi daremo loro terreni e anche le strutture a prezzi eccezionali. Siamo disponibili – ha concluso – ma allo Stato chiediamo di lavorare, ripartire senza e senza ma».

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