Mileto, sul Comune aleggia lo spettro del dissesto finanziario

Preoccupazione è stata espressa dal sindaco Salvatore Fortunato Giordano nel corso dell’ultimo consiglio comunale: «Per pagare i debiti servirebbe un mutuo da tre milioni di euro»
Preoccupazione è stata espressa dal sindaco Salvatore Fortunato Giordano nel corso dell’ultimo consiglio comunale: «Per pagare i debiti servirebbe un mutuo da tre milioni di euro»
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Il Comune di Mileto e nel riquadro Giordano
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Un Ente territoriale con all’orizzonte lo spettro del dissesto finanziario. Questo il dato preoccupante emerso dal consiglio comunale svoltosi a Mileto. A lanciare l’allarme, il sindaco Salvatore Fortunato Giordano, soprattutto dopo aver preso atto «delle situazioni poco chiare dal punto di vista contabile» fatte emergere dalla Corte dei Conti nella deliberazione 72/2020, relative all’esercizio dei rendiconti di gestione per il triennio 2015/2017. Da qui la richiesta al Comune di imponenti misure correttive.

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Sette le criticità accertate nel documento dalla Sezione regionale dell’organismo di controllo, «che purtroppo si riflettono oggi su di noi». Nello specifico riguardanti: la bassa capacità di pagamento delle spese di parte capitale; le discrasie della giacenza di cassa vincolata; la mancata rilevazione su Siope dell’utilizzo e del reintegro delle somme vincolate del 2016; la sofferenza di cassa consolidata; la bassa capacità di riscossione delle entrate proprie ed una totale assenza di attività diretta al recupero dell’evasione tributaria; l’illegittimo utilizzo del Fal per il finanziamento del Fcde; l’inattendibilità del risultato di amministrazione 2015, della mancata apposizione di vincoli derivanti da eliminazione di residui passivi di parte capitale, della non corretta esposizione del fondo indennità fine mandato e dell’ingiustificata riduzione del vincolo di €. 647.918,20 al 31 dicembre 2016.

«I fatti sono questi – ha sottolineato il sindaco – la Corte dei Conti ha chiesto di predisporre entro 60 giorni misure correttive che rideterminino tutto quanto trovato in maniera non conforme alla legge. A noi, quindi, l’onere di prenderci carico di tutto questo e di cercare di sanare la situazione. A fine giugno riusciremo a capire se saremo in grado di supportare tale iniziativa, altrimenti ci sarà la sanzione del dissesto finanziario». Il primo cittadino è, poi, entrato nel merito della problematica finanziaria.

«Ereditiamo, è inutile nasconderlo, una situazione disastrosa, e per quanto mi riguarda non riesco capire come per 3-4 anni non sia stata pagata la luce, lasciando un debito di oltre un milione di euro. Oggi, per sanare il tutto – ha proseguito – ci propongono una transazione di 23 mila euro al mese per i prossimi tre anni. Se accettassimo una cosa del genere, non saremmo più in grado di dare alla popolazione nemmeno le risposte minime. Con questo non voglio scrollarmi di dosso le responsabilità, ma è certo che da questa situazione si esce solo con l’impegno di tutti. La Corte dei Conti – ha aggiunto – contesta anche che nei tre anni precedenti un esagerato ricorso all’anticipazione di cassa che poi si copre in maniera illegittima, magari con fondi vincolati. La pendenza è grave, al di là dei residui attivi e passivi, e ammonta a circa 3milioni di euro».

Il sindaco si è posto, quindi, una domanda: «Come se ne esce fuori?» Con il Decreto rilancio, «unica ancora di salvataggio che consente di pagare debiti esistenti facendo un mutuo di 3 milioni di euro spalmato in 30 anni. Altrimenti la strada obbligata è il dissesto». In precedenza l’inquilino di Palazzo dei normanni aveva avuto modo di elencare anche i lavori che – nonostante le ristrettezze economiche – il Comune è prossimo ad avviare. In particolare attinenti all’installazione sul territorio di un sistema di videosorveglianza e alla riqualificazione del Plesso scolastico “Morabito”. Per quanto riguarda il Palatenda di Paravati, invece, «il decreto di finanziamento è pronto e si sta per sottoscrivere la convenzione. All’assise non ha partecipato il capogruppo di minoranza Giulio Caserta. Presenti, invece, gli altri due leader d’opposizione Vincenzo Scopelliti e Gianfranco Mesiano. Quest’ultimo, in particolare, ci ha tenuto a rispondere ai detrattori che lo danno ormai vicino al sindaco, specificando «di non essere passato con la maggioranza. Sono solo un consigliere responsabile – ha affermato – che se pensa che un’iniziativa è valida e condivisibile si rende disponibile e dà la sua collaborazione per portarla a termine. Poi qualcuno può dire che sono della maggioranza, ma non è vero».