Umanesimo sociale, Consoli a Lo Schiavo: «Aderisca con il suo movimento»

Il primario invita il leader dei Progressisti per Vibo a sottoscrivere il manifesto lanciato per «fare sintesi e non per escludere». Mancate adesioni «risulterebbero immotivate, se non pretestuose»
Il primario invita il leader dei Progressisti per Vibo a sottoscrivere il manifesto lanciato per «fare sintesi e non per escludere». Mancate adesioni «risulterebbero immotivate, se non pretestuose»
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Domenico Consoli
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«Considero Antonio Lo Schiavo espressione essenziale di posizioni utili al confronto, al dialogo e, auspico, alla sintesi. Umanesimo sociale, lo ribadisco per l’ennesima volta, è momento di sintesi, non di esclusione su presupposti e logiche nuove, di prospettiva, di costruzione, di alternativa».

Interviene sulla scia delle dichiarazioni rilasciate sabato alla nostra testata dal leader dei Progressisti per Vibo Lo Schiavo per ribadire i presupposti da cui muove la sua ultima iniziativa politica e per lanciare un invito preciso proprio al notaio, già candidato sindaco nel 2015 e suo compagno di lista alle ultime regionali. Domenico Consoli – il primario promotore del manifesto denominato “Per un umanesimo sociale” – si dice convinto: «Non si può rimanere seduti sul passato, non si può costruire su antiche logiche. Non si possono mettere assieme pezzi di legno per costruire un albero! L’albero – afferma – ha bisogno della sua identità, dell’humus, della linfa per farlo crescere e sviluppare, ha bisogno di condizioni ambientali favorevoli. È questa la differenza tra Umanesimo sociale ed altri tentativi, arcaici, stantii, superati, senza prospettive di crescita». [Continua]

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Domenico Consoli insieme a Pippo Callipo

Per l’esponente di Io resto in Calabria, arrivato ad un passo dall’elezione in consiglio regionale,«Umanesimo sociale è la matrice genetica comune, il momento di sintesi da cui nasce il filone culturale di posizioni omologhe che esprimono posizioni ascrivibili al comune sentire del centro-sinistra.Non si capisce perché componenti essenziali del centrosinistra (Democratici progressisti o movimento dei progressisti o Art. 1 ovvero Leu, e/o altri gruppi, di natura ambientalistica, di tutela della legalità, di ispirazione vocata alla tutela dei diritti civili, alla dottrina sociale della Chiesa, alla battaglia alle diseguaglianze ed altri ancora di analoga genesi socioculturale) dovrebbero non essere inclusi».

Quindi l’invito formale: «Antonio Lo Schiavo, ed è un invito aperto a tutti (mentre numerose altre adesioni  stanno pervenendo), ove non dovesse riconoscersi nella matrice culturale espressione delle istanze e dei gruppi dei promotori di Umanesimo sociale e ritiene la sua collocazione, seppur differente, essere rappresentativa del contenitore ideale ispirativo della proposta e sua possibile espressione, aderisca con il suo gruppo di riferimento e troverà ponti, non muri. Spero che dopo questo ultimo chiarimento si percepisca chiaramente lo spirito inclusivo ed in controtendenza col passato di Umanesimo sociale. Ne consegue – asserisce Consoli – che mancate adesioni risulterebbero immotivate, se non pretestuose». 

Le conclusioni sono un ulteriore invito al dialogo: «Abbiamo imparato a vivere nell’alta tecnologia, nell’informatica ed abbarbicati ai nostri cellulari tenuti sempre stretti tra le mani, ma abbiamo dimenticato a ritrovare i sentieri del bosco o delle campagne e facciamo fatica a ritrovare, nel silenzio, nella semplicità, nell’autenticità la strada maestra. Le sovrastrutture di un passato, anche  recente, ci impediscono di capire che il futuro deve guardare all’autenticità, all’essenza, al dialogo, senza dietrologie e con coraggio, senza la paura del nuovo mentre dovrebbe farci più paura il vecchio».