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Il primo cittadino vibonese invita ad una partecipazione massiccia per «mettere in atto una giusta rivendicazione sociale».

Politica

«La manifestazione di sabato 21 novembre, a Vibo Valentia, rappresenta un serio e delicato momento di mobilitazione che richiede l’organica partecipazione della popolazione. Per la prima volta, nella storia di questo territorio, c’è una chiamata, un invito alla più concreta responsabilità perché c’è in gioco il futuro della città e della provincia».

L’ultimo appello, che si va ad aggiungere ai molti che hanno invocato una partecipazione massiva al corteo di sabato, è del sindaco del capoluogo Elio Costa, già in prima linea nel condannare la scelta di sopprimere la Prefettura cittadina. «Minaccia concreta», per l’interessato, che «getta allarme ma anche disperazione in chi da tempo si è affidato alla tutela, competenza e comprensione della massima autorità territoriale di governo, indispensabile baluardo di difesa del profondo dilagare della delinquenza organizzata».

C’è dunque da mandare un segnale chiaro «al governo centrale che dimostra di non saper valutare nella giusta misura un tipo di provvedimento, destinato a spegnere ogni lumicino di speranza per una popolazione che rivendica solo e soltanto il ripristino di una vita normale rivolta ad ogni tentativo legittimo di crescita socio economica ed occupazionale». Pertanto «la popolazione del Vibonese deve rispondere facendo fronte comune ed in maniera clamorosa». Costa assurge quasi ad “agit-prop” quando parla di «fronteggiare (con strumenti democratici, ndr) una minaccia» e della «inderogabile necessità di far proprio un momento di lotta» in una «vibrante protesta che deve avere il sapore di una giusta rivendicazione sociale».

Vibo Valentia, per il sindaco, «deve dare tutta se stessa. Tutti, dico tutti, sabato 21 novembre dobbiamo scendere in strada e superando il metodo e la classicità della protesta di sempre, scandire, ad alta voce, la nostra guadagnata libertà che si poggia, soprattutto, sul supporto che la Prefettura ha fornito in questi ultimi anni nel contesto della più ferma e responsabile lotta per la difesa della legalità e dei reali interessi della popolazione».

E quindi «sindaci, amministratori, dirigenti, operatori ai diversi livelli, donne, studenti,» sono chiamati in causa dal primo cittadino affinché stiano al «fianco del Comitato per dar luogo alla più singolare e animata protesta che sta per essere messa in piedi». Anche perché, avvisa il sindaco, in ballo c’è «l’avvio della consegna di questo territorio al patrimonio di chi si è sempre posto dall’altra parte dello Stato per rivendicare il più strenuo potere illegale. Ecco perché per un giorno tutte le comunità del territorio di Vibo Valentia e dintorni dovranno trasferirsi per “firmare” in prima fila un atto di partecipazione che vale quanto una carta di credito per chi continua a credere nella più piena ripresa della vita di questa comunità».

Lacnews24.it
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