Fabrizia: il gruppo di minoranza contro le scelte del sindaco

Duro atto d’accusa nei confronti del primo cittadino e della sua amministrazione. Nel “mirino” il rendiconto di gestione 2019 e la seduta del Consiglio comunale
Duro atto d’accusa nei confronti del primo cittadino e della sua amministrazione. Nel “mirino” il rendiconto di gestione 2019 e la seduta del Consiglio comunale
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Non è la prima volta che accade. Il lascivo comportamento istituzionale ed il nervosismo che attraversa la maggioranza consiliare del Comune di Fabrizia hanno spinto il sindaco ad un gesto tanto inconsulto quanto inqualificabile quando, durante la seduta del Consiglio comunale del 3 agosto, con all’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto di gestione 2019, con piglio autoritario e decisionista ha invocato la presenza in aula dei carabinieri allo scopo di denunciare per diffamazione il consigliere comunale Totò Minniti e, cosa ancor più grave, anche il segretario comunale dottor Domenico Arena. Rei entrambi di una conversazione telefonica, del venerdì precedente, durante la quale il capogruppo di opposizione lamentava l’impossibilità di visionare gli atti del Consiglio, come previsto dall’art. 21 del Regolamento comunale, perché gli uffici comunali preposti erano chiusi, compreso quello del sindaco, impedendogli di esercitare un precipuo diritto costituzionale in vista della seduta del consesso”. E’ quanto dichiara attraverso una nota il gruppo consiliare di opposizione “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia”.

Causa di tutto ciò è la confusione che da tempo regna sovrana in Municipio dove ormai si capisce ben poco in quanto al sindaco la situazione è sfuggita di mano non riuscendo più a governare la sua stessa maggioranza che lo sta logorando ai fianchi in vista di assetti e riposizionamenti politici della futura tornata elettorale. Viene da dire: “Sindaco Fazio stai sereno”, di renziana memoria, l’opposizione non si intimorisce per le tue invettive sconclusionate e prive di senso, alle quali ha dovuto metterci una bella pezza, per la figuraccia triviale rimediata, il segretario comunale che peraltro – sostiene ancora il gruppo di minoranza – volevi pure denunciare. Perché quel che non dice la propaganda declamata dal vicesindaco, con adulazioni e lusinghe all’operato “rivoluzionario” dell’amministrazione comunale, è che del programma di amministrazione nulla è stato fatto e niente si è concretizzato in tre anni di gestione Fazio. Il quale non sa leggere il paese reale nei suoi diversi aspetti ad incominciare dal problema dell’acqua mancante sin dal mese giugno scorso malgrado la forte dipendenza da Sorical dalla quale si sta aspettando il distacco a tre anni dal suo annuncio. Giunti a questo punto, pero, è importante intensificare l’azione politica dell’opposizione per porre un argine alla deriva dell’agire amministrativo che sta generando confusione, improvvisazione e – sostengono sempre dall’opposizione – clientelismo sfrenato con l’utilizzo improprio delle risorse pubbliche che consapevoli superficialità e omessi controlli stanno garantendo a tutela di interessi personali di consiglieri e gruppi contigui all’amministrazione.

Non è un caso che qualche mese fa, durante l’avvicendamento delle cariche interne alla giunta comunale, qualche componente di maggioranza si sia lasciato andare ad invettive contro lo stesso sindaco rimproverandolo – sostiene il gruppo consiliare di opposizione – di non mantenere le promesse con giravolte politiche che mutano repentinamente foriere di una resa dei conti soltanto rinviata per mere questioni di opportunità. E’ iniziata la parabola discendente dell’esperienza del sindaco delle chiusure, e la condotta dell’ultima riunione di Consiglio ne è la dimostrazione più evidente, manifesta e paradossale anche per il fatto che voleva denunciare il più alto dirigente dell’ente, funzionario di sua fiducia da egli stesso nominato. Non ha saputo fornire – concludono i consiglieri di minoranza – risposte esaurienti del perché gli uffici fossero preclusi all’opposizione per la presa visione degli atti riportanti, tra l’altro, la data sbagliata di convocazione del Consiglio. Cosa ancora più grave, del perché il Consiglio comunale sia stato convocato oltre i termini di 20 giorni dalla data di diffida della Prefettura, alla quale ci rivolgeremo affinché eserciti i dovuti accertamenti e controlli. Non poteva essere diversamente, il sindaco è stato tradito ancora una volta dalla sua irascibilità e nervosismo, ed è soltanto grazie allo scudo del segretario comunale che non ha rimediato la classica figuraccia dell’abbaglio del granchio. A questo punto, forse sarebbe il caso per il sindaco delle chiusure di uscire di scena”.  

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