Dinami, il Comitato civico elenca disservizi e criticità

La lunga lista di doglianze in un lettera aperta agli amministratori: «Non tireremo i remi in barca. Anzi, incalzeremo le istituzioni a tutti i livelli»
La lunga lista di doglianze in un lettera aperta agli amministratori: «Non tireremo i remi in barca. Anzi, incalzeremo le istituzioni a tutti i livelli»
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Il Comune di Dinami
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«Il Comitato civico Pro Dinami, non ha nessuna intenzione di tirare i remi in barca, specialmente dopo  il positivo dialogo con il presidente dell’Amministrazione provinciale che ha già prodotto dei primi risultati per il territorio. Ci vuole provare ora con i propri amministratori comunali ad aprire un dialogo (anzi una breccia, considerato l’arroccamento fin qui tenuto) e in una riunione dell’11 settembre si è messo a punto un elenco di problemi, partendo da un promemoria che gli abitanti dei quartieri Cannata-Lodene-Formè (quartieri con una ragguardevole densità abitativa e con molti bambini), hanno fatto pervenire al Comitato Civico Pro Dinami». È questo l’incipit della lettera aperta agli amministratori del Comune di Dinami inviata dai componenti del comitato di cittadini. «Nel promemoria – si specifica – si manifesta tutta la delusione per l’abbandono in cui versano queste contrade con panchine rotte, strade e marciapiedi invasi dalle erbacce e con alcuni piloni corrosi dalla ruggine. Tutto ciò dopo che un anno fa in un incontro con gli amministratori questi problemi erano già stati segnalati da una delegazione di cittadini. Ma altre e ugualmente importanti criticità – si aggiunge – sono emerse nel corso della riunione, alcune delle quali necessitano di urgente soluzione».

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Eccole: «si rileva come intollerabile dover subire l’apertura dell’ufficio postale solamente tre giorni a settimana. Un ufficio postale, si sottolinea, che deve servire l’utenza del comune, delle frazioni di Melicuccà e  Monsoreto e della contrada Umbro non può aprire tre giorni a settimana. È necessario investire del problema l’Ufficio provinciale delle Poste; messa in sicurezza dei giochi nella villa comunale di Melicuccà per scongiurare altri spiacevoli incidenti dopo quello occorso ad un bambino che vi giocava; pulizia frequente ed accurata dalle erbacce della villa comunale e dintorni, del  cimitero e dintorni, del cortile della scuola e dintorni; restauro della cappella del cimitero e  utilizzo per le  funzioni proprie; garanzia di un’unità di Polizia municipale, assolutamente necessaria in un comune per garantire la vigilanza; necessità di fare chiarezza per quanto riguarda la scuola materna per il reperimento dei locali che garantiscano agibilità all’insegnamento e sicurezza della salute dei bambini; una lamentela generale poi per le condizioni degli spazi comunali e dei marciapiedi che versano in una situazione di completa incuria. L’ambiente urbano  dopo la nostra casa è il luogo delle relazioni e della vivibilità esterna. Il suo decoro è misura di civiltà e… di buon gusto; il cassonetto delle batterie non svuotato da anni, oltre a costituire un rischio ecologico di notevole portata, è una misura dell’insipienza di questa Amministrazione. Si ipotizza la richiesta d’intervento del Corpo forestale per far rimuovere la situazione di pericolo. Sono necessari chiarimenti in merito ai notevoli costi per la manutenzione e le riparazioni alle rete idrica e fognaria».

Partendo da questi aspetti il Comitato Civico Pro Dinami «ha convenuto che è necessario avere un incontro con l’Amministrazione comunale per sollecitarne una maggiore incisività per il miglioramento delle condizioni di vivibilità del territorio. In conclusione, la convinzione unanime è che ormai si è posizionati lungo un piano inclinato che ci sta portando verso un degrado da paese sottosviluppato. Senza una maggiore incisività amministrativa e una maggiore tensione politica e sociale non è possibile fermare questo treno che va verso il deragliamento. Si ritiene che il treno su cui bisogna salire sia quello della civiltà giuridica e amministrativa; dei servizi  funzionali ai bisogni della persona e della sua formazione; della mobilità efficiente e sicura; della vivibilità ambientale con la cura del territorio urbano ed extra-urbano; della promozione della cultura, dell’arte, del tempo libero e delle relazioni sociali. È per questo che non bisogna mollare, ma bisogna continuare, così come si è iniziato a fare, ad incalzare con determinazione e fermezza, le istituzioni ad ogni livello».