Antenna a Coccorino, Ventrice: «L’amministrazione non sia complice del silenzio assenso»

Fra 13 giorni la Wind potrebbe ottenere il permesso all’installazione sul terreno del padre del vicesindaco contro la volontà della popolazione e grazie alla mancanza di diniego da parte del sindaco e del Comune
Fra 13 giorni la Wind potrebbe ottenere il permesso all’installazione sul terreno del padre del vicesindaco contro la volontà della popolazione e grazie alla mancanza di diniego da parte del sindaco e del Comune
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Guido Ventrice

Nuova missiva indirizzata ai consiglieri di Joppolo, al sindaco Carmelo Mazza, che ricopre anche l’incarico di responsabile del settore Urbanistica, da parte dell’ex vicesindaco Guido Ventrice, sulla vicenda di un’antenna di telefonia da installare a Coccorino.  

Riguardo la vicenda, sollevata dalla popolazione già lo scorso mese di maggio, è doveroso intervenire nuovamente al fine di ricordare, ad un’amministrazione sempre più disattenta, l’imminente scadenza dei termini per poter scongiungere, definitivamente, l’installazione di un’antenna per il potenziamento della telefonia mobile nella frazione Coccorino.

Un impianto palesemente in contrasto con il Regolamento comunale vigente a Joppolo e, cosa non meno importante, in contrasto con le reali esigenze della popolazione. Un impianto che incontra il solo interesse di un’azienda privata, attenta al potenziamento ed all’efficientamento della propria rete, che incontra unicamente l’interesse al profitto di figure riferibili alla persona del vicesindaco ma che, nella realtà dei fatti ed a ragione, risulta assolutamente inviso all’intera comunità coccorinese. [Continua]

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Il prossimo 7 ottobre, tra 13 giorni quindi, potrebbe configurarsi, a causa della complice inerzia dell’amministrazione, l’istituto del silenzio assenso, in riferimento alla richiesta di autorizzazione avanzata dalla società “Wind Tre s.p.a.”. Saranno trascorsi, in tale data, i 90 giorni dalla presentazione delle integrazioni richieste, a suo tempo, dall’ufficio tecnico comunale.

Dino Sterza

Nel frattempo, dopo le rimostranze della popolazione, è stata allestita una girandola di delibere, istituzioni di osservatori e richieste di pareri legali senza poi giungere ad una decisione certa e soddisfacente. Eppure la delibera consiliare n. 7 del 10 giugno u.s., approvando quasi all’unanimità (unico astenuto il vicesindaco Sterza, figlio del proprietario del terreno in questione) la proposta del consigliere Vittorio Vecchio, pienamente in linea con il Regolamento comunale, manifestava la netta contrarietà all’installazione dell’antenna. Sarebbe bastato ciò ai fini dell’emanazione del necessario provvedimento di diniego da parte dell’Ufficio Tecnico. Si è proceduto, invece, con la delibera consiliare n. 12 del 2 luglio u.s., all’istituzione dell’Osservatorio comunale Permanente che, benché voluto anche dalla popolazione, si è dimostrato inutile, perché, addirittura, mai convocato.

Il sindaco Carmelo Mazza

Un ulteriore spreco di tempo, a questo punto, nasce dalla richiesta di un parere legale, avanzata con delibera di giunta n. 68 del 21 luglio u.s.: parere che tarda ad arrivare o che, nella peggiore delle ipotesi, è stato sperduto nei vorticosi meandri comunali. Rimane poco tempo, ormai, per poter perseguire l’interesse collettivo, quello della salute, accantonando quello privato che, nell’indecorosa faccenda, è origine di disgusto. Nell’auspicare che il sindaco, quindi, quale responsabile del settore Urbanistica, si spenda tempestivamente e, comunque, prima della scadenza dei termini, all’emanazione del doveroso provvedimento di diniego, va registrata la stucchevole indolenza dell’amministrazione in ordine alla tutela degli interessi e della salute pubblica.

La stessa colpevole inoperosità è stata manifestata da chi detiene la funzione di controllo dell’azione amministrativa: il gruppo di opposizione. Nessun contributo, neanche il più misero – aggiunge Ventrice – è pervenuto dai consiglieri d’opposizione in relazione alle preoccupazione di una collettività: inservibile l’accesso agli atti fine a se stesso ed inutile il deposito di mere banalità in sede consiliare. Sintomo, questo, di inadeguatezza e di profondo distacco dalle esigenze della comunità. Nessuno, quindi, potrà ritenersi incolpevole di fronte ai danni eventualmente arrecati, per i quali, comunque, cercherà di porre rimedio un’avveduta ed energica comunità, raggirata ed abbandonata – conclude Ventrice – da una disdicevole rappresentanza politica”.