Dpcm Conte, la Lega di Vibo getta benzina sul fuoco: «Misure insostenibili»

Il coordinatore provinciale Michele Pagano esprime solidarietà agli operatori della ristorazione e attacca il Governo: «La pandemia evidenzia la costrizione delle libertà individuali e il business sanitario che ruota attorno al virus»
Il coordinatore provinciale Michele Pagano esprime solidarietà agli operatori della ristorazione e attacca il Governo: «La pandemia evidenzia la costrizione delle libertà individuali e il business sanitario che ruota attorno al virus»
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Arriva dal coordinatore provinciale della Lega, Michele Pagano, la piena solidarietà agli operatori economici del Vibonese «che saranno certamente colpiti in modo serio dalle ulteriori misure restrittive dettate dal Governo per il contenimento del contagio da Covid-19. Per gli imprenditori del nostro territorio – spiega Pagano – si tratta di misure insostenibili, ancora più gravi perché dovute ad evidenti negligenze del Governo in questi ultimi sei mesi, che si è fatto trovare completamente impreparato davanti ad un problema questa volta noto ed atteso. Quello che più ci fa riflettere – continua il dirigente del partito di Salvini – è che ad essere colpiti sono operatori che ancora attendono i promessi ristori economici governativi dallo scorso mese di marzo e che si sono ulteriormente indebitati per far fronte alle richieste del Governo per mettere in sicurezza le proprie attività dal contagio coronavirus».

Per la Lega di Vibo ormai si assiste «impotenti alle dimensioni del business che intorno al virus si è creato nei settori sanitario e farmaceutico. La pandemia sta evidenziando anche il preoccupante dato di una costrizione della libertà dell’individuo, messo in atto da classi dirigenti incapaci nell’attività di Governo». Quindi Pagano aggiunge: «Riteniamo che queste nuove misure assesteranno un colpo definitivo all’economia già asfittica della nostra provincia. Ecco perché come Lega siamo vicini agli operatori economici e a tutti i lavoratori coinvolti, e siamo pronti a scendere al loro fianco per elaborare proposte alternative da sottoporre al Governo per chiedere una revisione delle decisioni assunte».

Pagano evidenzia che «un senso potevano avere le misure assunte dal presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, che disponevano la  chiusura dei locali dalle 24 alle 5. Ma chiudere alle 18 significa – aggiunge Pagano – non poter lavorare nella sostanza. Ecco quindi che come Lega ci attiveremo per sostenere le ragioni di un’imprenditoria assolutamente provata, naturalmente con forme assolutamente civili e democratiche».