Coronavirus: Calabria “zona rossa”, il Comune di Vibo rinuncia a sospensiva al Tar

Sindaco e avvocatura comunale fanno sapere che rimane impregiudicata la costituzione nel merito e auspicano che il Ministero della Salute riveda il provvedimento perché, a loro avviso, i contagi complessivi in Calabria stanno diminuendo
Sindaco e avvocatura comunale fanno sapere che rimane impregiudicata la costituzione nel merito e auspicano che il Ministero della Salute riveda il provvedimento perché, a loro avviso, i contagi complessivi in Calabria stanno diminuendo
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In merito al ricorso ad adiuvandum dinanzi al Tar, teso a sostenere il ricorso principale presentato dalla Regione Calabria contro l’ordinanza del Ministero della Salute del 4 novembre scorso per l’istituzione della zona rossa – con la quale la giunta comunale di Vibo Valentia aveva dato mandato all’avvocatura comunale di valutare la ricorrenza dei presupposti per proporre ricorso per l’annullamento dell’ordinanza del  Ministero della Salute -, l’ufficio staff del sindaco di Vibo comunica che, per quanto concerne l’udienza camerale per la sospensiva fissata dinanzi al Tar del Lazio per domani (18.11.2020), l’avvocatura comunale ha strategicamente individuato quale percorso migliore quello di non costituirsi in sede di sospensiva per evitare di incorrere nel rischio, peraltro assai probabile, di un rinvio dell’udienza, dettato dalla necessità delle altre parti di interloquire con la nuova costituzione, vanificando così la strategia processuale regionale.

Del resto secondo l’Avvocatura comunale l’intervento ad adiuvandum è ammissibile in quanto tale, cioè nella parte in cui non propone profili di censura diversi da quelli dell’istante, poiché all’interveniente adesivo, avente posizione correlata e subordinata rispetto a quella del ricorrente, è precluso far valere, per di più oltre i normali termini di impugnazione, nuovi profili o motivi di gravame, non potendosi prospettare vizi ulteriori rispetto a quelli fatti valere con il ricorso principale cui accede, in quanto l’interveniente ad adiuvandum non può ampliare il thema decidendum, quale delimitato dall’atto introduttivo del giudizio e, quindi, non può aggiungere motivi nuovi, ma solo sviluppare quelli dedotti dal ricorrente”.

Il Comune di Vibo ed il sindaco fanno poi sapere che rimane impregiudicata la costituzione nel merito alla luce di una valutazione che sarà effettuata nei prossimi giorni sulla base di un’eventuale nuova valutazione ministeriale a seguito dell’evolversi dell’emergenza epidemiologica in atto, i cui numeri complessivi della nostra regione – concludono il Comune di Vibo e l’ufficio staff del sindaco – appaiono in forte miglioramento”.