Marasco controreplica a Insardà: «Trovi informatori più attendibili»

Il sindaco-infermiere di Nicotera era finito nel mirino dei dem per la sua «difesa d’ufficio» al commissario dell’Asp Giuliano sui ritardi nella gestione dell’emergenza Covid
Il sindaco-infermiere di Nicotera era finito nel mirino dei dem per la sua «difesa d’ufficio» al commissario dell’Asp Giuliano sui ritardi nella gestione dell’emergenza Covid
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Il sindaco-infermiere Pino Marasco

Non si è fatta attendere la replica del primo cittadino di Nicotera Giuseppe Marasco che controbatte alla nota del segretario provinciale del Pd Enzo Insardà. «Torno sugli argomenti sollevati dall’esponente dei dem – afferma lo stesso indaco – non per amore di polemica ma della verità, vista che la sua nota, è zeppa di incongruenze e contraddizioni. Cominciamo innanzitutto col ribadire che, la zona rossa, è stata dichiarata dal governo giallorosso non certo per l’alto numero di contagi ma per l’esiguità del numero dei posti letto disponibili nelle terapie intensive. E chi doveva aumentarle nel cosiddetto piano Covid? Non certo il commissario Giuliano o la giunta regionale ma il commissario Cotticelli nominato dallo stesso governo giallorosso che poi, si è reso protagonista di altre due indelebili figuracce in merito alla scelta del successore di quest’ultimo. Questo stesso governo che in Parlamento si regge sui voti del Pd di cui Insardà fa parte. È poi assolutamente infondata l’affermazione secondo cui vi sarebbe personale infermieristico che esegue tamponi senza alcun dispositivo di protezione. Io presto servizio presso il reparto di malattie infettive e molto spesso, ho personalmente eseguito decine di tamponi sul territorio e posso affermare, senza paura di essere smentito, che siamo sempre stati riforniti di tutte le attrezzature necessarie e che quindi il segretario del Pd farebbe bene a trovarsi degli informatori più attendibili o quantomeno a leggere i giornali dove potrà trovare, da Torino a Milano e ad Ancona, casi in cui, gli infermieri, si son dovuti proteggere con buste della spazzatura e stiamo parlando di casi registratisi in regioni cosiddette virtuose e citate a modello».

Quindi Marasco aggiunge: «La verità è che taluni personaggi sono come il 29 febbraio, cioè riappaiono ogni qualvolta si avvicina il momento del ritorno alle urne. E mentre il signor Insardà, che guida un partito che egli ha contribuito in maniera determinante ad affossare, lo stesso partito che sotto la sua guida ha perso tutte le elezioni possibili e immaginabili (comunali a Vibo, regionali, comunali nei maggiori centri della provincia), era comodamente a casa sua, io assieme ai colleghi eravamo in prima linea a combattere il Covid-19 e il fatto che sia un semplice infermiere (se questo voleva sottendere) non svaluta le mie affermazioni perché io, i riscontri, li faccio sul campo ogni giorno, mentre vorrei francamente capire che cosa conosce  lui della sanità vibonese e calabrese in generale. Senza contare il fatto che dovrebbe piuttosto fare mea culpa, visto che il suo partito ha gestito per ben due legislature (2005-2010 e 2014-2019) la sanità regionale. Vorremmo inoltre sapere dal signor Insardà quali sono queste strabilianti iniziative intraprese dal suo partito in merito all’emergenza Covid attualmente in atto. Perché sinceramente o siamo stati tutti distratti o da queste iniziative si è solo propagato un assordante silenzio. Concludo – dice Marasco – dicendo che in questi mesi ho conosciuto alcuni colleghi sindaci anche del Pd che sono dei bravi amministratori ma credo che forse farebbero bene a scegliersi un più degno rappresentante».