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Il vicepresidente del civico consesso è tornata tra i banchi di Palazzo Luigi Razza ringraziando tutti per la vicinanza. La discussione si è poi concentrata sui temi dell’edilizia scolastica e della fusione con altri comuni

Politica

Tramite il consiglio comunale di cui fa parte, ha voluto ringraziare - commossa e a stento trattenendo le lacrime - tutta la città di Vibo Valentia che nelle scorse settimana ha preso parte al dolore della sua famiglia con una straordinaria e unificante partecipazione. Stefania Ursida, vicepresidente del civico consesso, è tornata tra i banchi di Palazzo Luigi Razza nella prima seduta dell'anno e col suo intervento, socializzando con l'aula il dolore profondo per la perdita della figlioletta - vinta da un male incurabile - ha commosso tutti fino ad un applauso finale e liberatorio che i consiglieri hanno fatto alzandosi in piedi. Un lutto che ancora continua ad accomunare i vibonesi, quindi, e la voglia di parlarne in pubblico da parte della Ursida, al suo rientro alla vita politica dopo la pausa forzata, dimostra che di fronte alle avversità si puo' trovare la forza di remare tutti assieme al di la' dei colori politici.

Stessa unanimità che, invece, l'assemblea non ha trovato nella trattazione dell'ordine del giorno che, assente il sindaco Elio Costa, ha tenuto impegnata l'aula per tre ore fitte. Pomo della discordia questa volta e' stato prima un ordine del giorno del consigliere di maggioranza Giuseppe Policaro che, votato anche dall'opposizione, ha messo a nudo i ritardi del Comune sul fronte dell'edilizia scolastica, visto che l'atto e' stato considerato indispensabile per far partecipare l'ente alla distribuzione delle risorse per adeguare gli edifici.

Battaglia infine anche intorno al fatidico ordine del giorno sulla fusione tra Vibo e altri comuni. Alla fine il documento in discussione, proposto dal gruppo di Liberi e Uguali, e' stato approvato con un emendamento della maggioranza che impegna il sindaco a promuovere uno studio iniziale. Cosi' come riformato, l'ordine del giorno non e' piaciuto al suo stesso primo firmatario - Antonio Lo Schiavo - che considerando pasticciata la modifica non ha partecipato assieme ai suoi alla votazione finale, al contrario del gruppo Pd che invece si e' astenuto prendendo atto della volontà dell'amministrazione Costa di non eludere il tema della possibile fusione con altri Comuni. Nella impostazione della maggioranza gli uffici ora dovranno proporre un documento di analisi di costi e benefici del possibile passaggio istituzionale, mentre il gruppo di minoranza chiedeva che già in questa fase il sindaco provasse un dialogo con gli altri primi cittadini potenzialmente interessati.

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