Politiche 2018 | Il Pd gioca la carta Zes e Censore punta forte su Vibo Marina (VIDEO)

Alla presenza del presidente della Regione Mario Oliverio e del suo vice Antonio Viscomi, presentata l’entrata della frazione portuale nell’area a fiscalità agevolata che fa perno su Gioia Tauro. Strali verso il centrodestra: «Fallimentare il governo della città»   

Alla presenza del presidente della Regione Mario Oliverio e del suo vice Antonio Viscomi, presentata l’entrata della frazione portuale nell’area a fiscalità agevolata che fa perno su Gioia Tauro. Strali verso il centrodestra: «Fallimentare il governo della città»   

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L'iniziativa sulla Zes a VIbo Marina
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Il Partito democratico punta sul tema sempreverde dello sviluppo e sfodera, in piena campagna elettorale, l’asso nella manica: l’approvazione della Zes del porto di Gioia Tauro e l’estensione della zona a fiscalità e burocrazia agevolate ad altre 4 aree in Calabria, in un disegno che prevede di mettere a sistema uno scalo aeroportuale (Lamezia Terme) e altri 3 scali portuali oltre a quello della Piana: Corigliano, Crotone e Vibo Marina.

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E proprio nella cittadina portuale vibonese l’annuncio ufficiale sotto le insegne della “Politica presente”, il motto elettorale del ri-candidato Bruno Censore, al quale si aggregano il presidente della Regione Mario Oliverio, il suo vice e candidato alla Camera Antonio Viscomi, il consigliere regionale Michele Mirabello, i candidati del collegio Aquila Villella, Vincenzo De Filippis, Caterina Forelli e Gianmaria Lebrino, introdotti dalla giornalista di LaC News24 Rossella Galati.

«Non è uno spot elettorale» viene ripetuto da più parti come a dissipare il sospetto della classica promessa ante-voto, ma «una misura già approvata dal Governo che attende ora solo il vaglio della Corte dei conti e che, dopo ben 44 anni di attese, vedrà quindi la luce». E mentre di fronte al noto hotel-ristorante ad attendere i rappresentanti politico-istituzionali (giunti con notevole ritardo sulla tabella di marcia) c’è un nutrito gruppo di ex Lsu-Lpu vibonesi rimasti senza contratto e desiderosi di parlare con Oliverio e Censore, in sala nel mirino dei relatori entrano soprattutto i concorrenti del centrodestra, tanto che si parla con insistenza di un «segnale rivolto all’incapacità di attrarre risorse per la città di Vibo da parte dell’Amministrazione in carica e dello schieramento che da anni la governa; dell’inadeguatezza ad immaginarne uno sviluppo concreto partendo proprio dal porto e da altre infrastrutture».      

Se per De Filippis: «È un punto di partenza molto importante che vedrà l’arrivo di fondi cospicui che toccherà poi alle amministrazioni saper spendere e non in maniera inconcludente come spesso è avvenuto», per Censore la Zes «è un segnale preciso da parte del governo Gentiloni e della Regione. Per tanti anni – ha affermato ancora – si è parlato del porto di Vibo Marina, di quale sviluppo dargli, e il centrodestra che da tempo guida questo Comune ha lasciato lo scalo nell’abbandono. Noi invece siamo venuti qua per presentare un atto ufficiale, che forse non risolleverà le sorti del porto ma quantomeno contribuirà al suo rilancio. La Zes – ha affermato ancora – darà vantaggi fiscali alle imprese che vorranno investire e insediarsi qua, così come a quelle che già ci sono. Sarà quindi un attrattore positivo per lo sviluppo di un intero territorio industriale che negli anni è andato purtroppo via via scemando». 

Quindi il riferimento alla campagna elettorale in corso. «Noi siamo fiduciosi di un risultato positivo – ha detto -. Abbiamo lavorato nel corso di questi anni, siamo stati vicini ai territori, alla gente, ai suoi problemi. Abbiamo fatto tanto per la provincia e la città di Vibo. Noi che siamo opposizione, al Comune abbiamo provveduto a trovare le risorse per la rete idrica. Al candidato di Forza Italia (Mangialavori, ndr), che ora fa il “verginello”, voglio ricordare che è stato presidente del consiglio comunale per cinque anni con una Giunta di centrodestra e per due anni consigliere regionale del centrodestra: non so quali iniziative o quali misure lui abbia portato a questo territorio. Se me ne dice una sono qui ad ascoltarlo».

Una misura, la Zes, ha ricordato Antonio Viscomi, che «aspettiamo dal 1974. Finalmente è arrivata e per come è stata concepita è una Zes di sistema, non è solo focalizzata sul porto di Gioia Tauro ma sul sistema portuale regionale. Sarà un attrattore di investimenti perché comporta un abbattimento delle tasse e una semplificazione della burocrazia. L’obiettivo è di infrastrutturare il territorio e offrirgli un’opportunità di sviluppo. In un sistema come il nostro, a competere sono i territori che sono capaci di accogliere imprese ed essere concorrenziali sul mercato globale. Questa volta – ha aggiunto il vicepresidente della giunta regionale – la Regione non è andata a Roma ad elemosinare con il cappello in mano, ma ha portato a Roma un progetto chiaro e completo e, in qualche misura, è stato il Governo a copiare le proposte della Giunta  per costruire la Zes». 

Sulla stessa lunghezza d’onda il governatore Mario Oliverio. «Siamo di fronte ad un concreto attrattore di investimenti e, conseguentemente, di creazione di lavoro. Per la prima volta in Italia si sperimenta questo strumento e noi abbiamo dato un contributo notevole affinché la Zes venisse istituita in Italia e il Parlamento approvasse una legge che avesse l’“ok” da parte della Commissione europea. Siamo i primi in Italia, insieme alla Campania, a farla partire. Noi abbiamo costruito una proposta strategica di Zes che ha come perno Gioia Tauro e si articola poi intorno alla portualità di Vibo, Corigliano, Crotone e all’aeroporto di Lamezia. Abbiamo – ha aggiunto – costruito un percorso con il ministero per la Coesione territoriale che ha portato la superficie da 400 a 2460 ettari, di cui 1000 ettari nell’area di Gioia Tauro e gli altri 1460 articolati su Vibo, Lamezia, Corigliano e Crotone. È quindi evidente che si tratta di uno strumento di fondamentale importanza che, innestato nel lavoro che stiamo facendo per cacciare la regione dalle secche in cui è stata portata da decenni di inefficienza, darà i suoi frutti». 

Quale scenario immagina Oliverio nel post 4 marzo? «Bisogna continuare a lavorare nella strada che abbiamo imboccato – ha affermato – e che, non senza fatica, sta producendo risultati importanti. Non temo un tracollo del partito – ha aggiunto -, e la partecipazione e l’interesse che registro in queste iniziative testimonia che la nostra è una forza che è in campo e che sarà premiata e avrà risultati significativi con grande sorpresa di quanti prefigurano chissà quali disastri».