Vibo, Russo chiede lo sblocco dell’edilizia e della pianificazione urbanistica

Per il capogruppo del Pd in Consiglio il Comune sta subendo «un grave danno a causa del mancato introito delle concessioni»

Per il capogruppo del Pd in Consiglio il Comune sta subendo «un grave danno a causa del mancato introito delle concessioni»

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«Non è possibile attendere oltre. Il settore dell’edilizia a Vibo è in crisi da tanto, troppo tempo. Certo, le criticità che hanno riguardato tale settore derivano da processi di dissesto correlati alla difesa e tutela del territorio secondo fasi di pianificazione e programmazione da attuarsi in processi concertativi tra i soggetti istituzionali coinvolti, che ad oggi sono mancati. Duole dirlo ma la confusione e spesso la mancanza di conoscenza specifica della materia da parte di alcuni riferimenti istituzionali al Comune hanno fatto il resto». È quanto riferisce in un’interrogazione rivolta al sindaco di Vibo Elio Costa, al presidente del consiglio comunale Stefano Luciano e all’assessore all’Urbanistica Katia Franzè, il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale Giovanni Russo in relazione allo sblocco dell’attività edilizia e alla pianificazione urbanistica della città.

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«Preoccupa e molto – scrive Russo -, il mancato introito che il Comune di Vibo Valentia, a causa del blocco totale dell’edilizia nelle frazioni di Vibo Marina, Bivona e Porto Salvo, sta subendo. Oneri che per la mancata concessione degli inerenti permessi per un qualsivoglia intervento, non vengono introitati dalle già vuote casse comunali. Il riferimento, non va solo alle nuove edificazioni, ma a tutti quegli interventi inerenti la riqualificazione e il recupero dell’esistente, che allo stato attuale non possono essere realizzati».

Citando le delibere di consiglio comunale e i documenti che attestano gli scenari di pericolosità idraulica dal Piano di gestione del rischio alluvioni e, considerando che «tali cartografie non risultano essere state approvate ai fini vincolistici e che analogamente non risulta essere stato approvato l’aggiornamento al Pai Calabria e che quindi l’unico strumento attualmente in vigore di apposizione dei vincoli risulta essere il Pai nella versione originaria (2001); considerato, ancora, che l’eventuale, quanto improprio utilizzo, da parte del settore urbanistica, della tavola n. 01 – Sna – gli scenari della pericolosità idraulica Pgra approvato con Dpcm del 27/10/2016 può ledere i diritti dei cittadini oltre che esporre l’Ente a contenziosi» Russo chiede di «voler relazionare in merito agli attuali orientamenti del settore urbanistica a riguardo, valutando eventualmente la possibilità di far partecipare in un consiglio comunale convocato ad hoc un rappresentante dell’ex Abr».