Un appello diretto alle istituzioni nazionali ed europee per affrontare una delle emergenze più silenziose ma profonde del Mezzogiorno: lo spopolamento dei piccoli comuni. È quanto emerge dalla lettera inviata dal sindaco di Dinami, Antonino Di Bella, alle principali cariche istituzionali, tra cui il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il governatore calabrese Roberto Occhiuto e gli europarlamentari Denis Nesci e Giusi Princi.

Al centro della richiesta, la necessità di interventi urgenti per ridurre le imposte immobiliari nei borghi con meno di 3mila abitanti, considerata oggi una delle principali cause dell’abbandono delle abitazioni e del progressivo declino socio-economico.

«Con la presente desidero portare alla Vostra attenzione una problematica che interessa in modo profondo non solo il mio Comune, ma gran parte dei piccoli borghi della Calabria, in particolare quelli con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti», scrive il sindaco Di Bella.

Recentemente, durante un incontro con nostri concittadini emigrati all’estero – nello specifico in Svizzera – ho avuto modo di confrontarmi con molti di loro, tra cui il signor Carlo Bauleo, originario di Paludi», continua il primo cittadino.

«Dal dialogo è emerso con forza un tema centrale: il legame affettivo e identitario con i territori di origine è ancora vivo, ma rischia di spezzarsi definitivamente a causa di un sistema fiscale percepito come eccessivamente gravoso, in particolare per quanto riguarda la proprietà immobiliare. Molti dei nostri emigrati, nel corso degli anni, hanno investito ingenti risorse nella costruzione o nel mantenimento di immobili nei propri paesi d’origine, contribuendo in modo significativo allo sviluppo socio-economico locale», aggiunge il sindaco.

«Oggi, tuttavia, tali immobili rappresentano più un onere che una risorsa, a causa dell’elevata tassazione. Questo fenomeno sta portando a un progressivo abbandono delle abitazioni, quando non addirittura alla loro svendita. Nel Comune di Dinami, che conta circa 1.680 abitanti (stima 2025), osserviamo con crescente preoccupazione un numero sempre maggiore di abitazioni chiuse e inutilizzate. Si tratta di un territorio tra i più estesi della zona e, al contempo, tra quelli maggiormente colpiti dall’emigrazione – prosegue Di Bella. Questo scenario contribuisce in maniera diretta allo spopolamento e al declino del tessuto sociale ed economico locale».

«Alla luce di quanto sopra, riteniamo necessario avviare una riflessione concreta e urgente su possibili interventi normativi e fiscali», afferma il sindaco che elenca una serie di punti:

  • una significativa riduzione o rimodulazione della tassazione sugli immobili per i residenti all’estero nei piccoli comuni;
  • misure di defiscalizzazione sui materiali da costruzione e sulle ristrutturazioni edilizie nei borghi sotto i 3.000 abitanti;
  • incentivi mirati al recupero del patrimonio edilizio esistente, con l’obiettivo di favorire il ritorno, anche stagionale, degli emigrati;
  • politiche strutturali volte a rendere i piccoli comuni più attrattivi per nuovi residenti e investitori, anche stranieri.

In conclusione, il sindaco di Dinami Di Bella evidenzia: «Siamo convinti che il rilancio della Calabria possa e debba partire proprio dai suoi borghi, ricchi di storia, cultura e potenzialità ancora inespresse. Intervenire su questi territori significa non solo contrastare lo spopolamento, ma anche creare nuove opportunità nel settore turistico e nel terziario. Confidando nella Vostra sensibilità e attenzione verso queste tematiche, resto a disposizione per eventuali approfondimenti e auspico che questa istanza possa tradursi in azioni concrete e tempestive».