Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale hanno commemorato a Vibo Valentia, Serra San Bruno e Tropea il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta, uccisi nell’attentato mafioso di via D’Amelio il 19 luglio 1992.

Le iniziative sono state promosse dal Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia e da Gioventù Nazionale Vibo Valentia in occasione del 34° anniversario della strage. La commemorazione, tradizionalmente organizzata nel capoluogo, quest’anno è stata estesa anche a Serra San Bruno e Tropea, con il coinvolgimento dei militanti del movimento giovanile presenti nei diversi territori.

Ai momenti di raccoglimento hanno partecipato dirigenti e iscritti delle due organizzazioni, il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio comunale di Vibo Valentia, Antonio Schiavello, e i coordinatori dei circoli territoriali del partito e di Gioventù Nazionale.

Il richiamo alla legalità e all’impegno civile

Al centro delle commemorazioni il richiamo ai valori della legalità, della giustizia e del servizio allo Stato, insieme alla necessità di trasmettere alle nuove generazioni la memoria del sacrificio di Borsellino e degli uomini della sua scorta.

«Ricordare Paolo Borsellino significa riaffermare ogni anno il valore della legalità e il dovere di difendere le istituzioni democratiche da ogni forma di criminalità organizzata», ha dichiarato il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Pasquale La Gamba.

«La memoria non può ridursi a un semplice esercizio celebrativo, ma deve tradursi in un impegno quotidiano. Vedere tanti giovani partecipare con convinzione rappresenta un segnale importante e motivo di grande soddisfazione», ha aggiunto.

Il coinvolgimento dei giovani

Il presidente provinciale di Gioventù Nazionale, Pascal Corrado, ha sottolineato l’ampliamento delle iniziative: «Abbiamo voluto compiere un ulteriore passo avanti, estendendo le commemorazioni anche a Serra San Bruno e Tropea. È un risultato che nasce dalla passione e dalla volontà dei nostri ragazzi, sempre più protagonisti nei rispettivi territori».

«Custodire la memoria di Paolo Borsellino – ha concluso Corrado – significa trasmettere ai giovani il valore del coraggio, del senso del dovere e dell’amore per lo Stato. Solo mantenendo vivo il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia possiamo costruire una società più consapevole e responsabile».