La possibile vendita del Castello Ruffo di Nicotera apre un fronte politico e istituzionale sul futuro di uno dei beni storici più rappresentativi del territorio vibonese. Il complesso monumentale è comparso su un portale immobiliare con un prezzo indicato di 3,8 milioni di euro. Una notizia che ha spinto Federico Polito, già assessore comunale, a chiedere l’intervento immediato del Comune, della Regione Calabria, del Ministero della Cultura e della Soprintendenza per verificare la possibilità di acquisire il Castello al patrimonio pubblico.

«Il Castello Ruffo non è un immobile qualunque e non può essere trattato alla stregua di un normale bene oggetto di vendita o di compravendita – afferma Polito –. Il suo valore non può essere misurato esclusivamente sulla base di una valutazione economica o immobiliare. È il cuore della storia di Nicotera, il simbolo più riconoscibile della città e una testimonianza fondamentale della nostra memoria e della nostra identità collettiva. Per questo il suo futuro riguarda tutti i nicoteresi e non può essere affidato alle sole logiche del mercato».

L’ex assessore si rivolge all’intera classe politica locale e regionale, sollecitando un percorso unitario che superi le appartenenze. Polito, da sempre vicino all’area del centrodestra, chiama in causa in particolare il presidente della Regione Roberto Occhiuto, al quale chiede un intervento «tempestivo, concreto e lungimirante».

«La mia appartenenza culturale e politica non limita, ma rafforza il senso di responsabilità con cui rivolgo questo appello – sottolinea –. Su una questione così importante non devono esistere divisioni o contrapposizioni. Tutte le forze politiche, a ogni livello istituzionale, devono collaborare per tutelare un bene che appartiene idealmente all’intera comunità».

La richiesta di un tavolo istituzionale

Polito invita il sindaco di Nicotera ad assumere un’iniziativa formale e ad avviare un confronto con la Regione. L’obiettivo è individuare gli strumenti finanziari, amministrativi e progettuali necessari non soltanto all’eventuale acquisizione del Castello, ma anche al suo recupero e alla successiva valorizzazione.

La proposta è quella di convocare un tavolo tecnico e istituzionale con il coinvolgimento del Comune, della Regione Calabria, del Ministero della Cultura e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

«Occorre verificare ogni possibilità prevista dalla normativa e utilizzare tutti gli strumenti disponibili per evitare che un bene di tale valore venga sottratto alla piena fruizione della comunità», sostiene l’ex amministratore, richiamando anche esperienze analoghe avviate in altri comuni del territorio.

Nel corso degli anni il Castello Ruffo ha ospitato musei, esposizioni, uffici pubblici, incontri e iniziative culturali, consolidando il proprio ruolo di riferimento sociale e istituzionale per generazioni di nicoteresi. L’acquisizione pubblica, secondo Polito, potrebbe quindi segnare una svolta per la città e per tutto il comprensorio.

Un polo culturale e turistico per Nicotera

Il progetto prospettato non si limita alla conservazione del monumento. Il Castello potrebbe diventare un polo culturale e turistico in grado di accogliere musei, mostre permanenti, convegni, manifestazioni ed eventi dedicati alla storia del territorio, alla Dieta Mediterranea, alle tradizioni e alle produzioni locali.

«Potrebbe inoltre essere inserito in un progetto integrato che colleghi il centro storico, il mare, il patrimonio paesaggistico, le attività economiche e le realtà produttive locali», osserva Polito.

La tutela del complesso monumentale viene quindi indicata come una scelta strategica anche sul piano economico e turistico: un investimento capace di attrarre risorse, generare nuove opportunità e rafforzare l’offerta culturale di Nicotera.

L’appello viene esteso alle istituzioni, alle associazioni, alle forze sociali, agli operatori economici e ai cittadini. «Questa non può essere la battaglia di una parte politica contro un’altra – conclude Polito –. Deve diventare l’impegno condiviso di un’intera comunità. Le differenze politiche devono lasciare spazio all’interesse generale di Nicotera. Il Castello Ruffo deve tornare a essere il cuore pulsante della città e continuare a rappresentare un patrimonio accessibile, tutelato e valorizzato nell’interesse di tutti».