Dopo la risposta del Comune all’accusa di aver trascurato la cura del verde pubblico, la minoranza rilancia l’attacco diffondendo nuove foto: «Questa è la vostra “biodiversità”? La realtà dei fatti mostra l’incapacità dell’Amministrazione»
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Dopo la replica del Comune alle accuse sul degrado del Parco urbano di Vibo, le opposizioni tornano all’attacco e respingono con durezza la lettura fornita dall’Amministrazione. Nel mirino finisce soprattutto il richiamo alla «biodiversità», giudicato un tentativo di trasformare l’assenza di manutenzione in una scelta ecologista, mentre immagini e segnalazioni continuerebbero a raccontare una realtà ben diversa.
La controreplica delle opposizioni
Nella nota diffusa dopo il post di replica pubblicato sulla pagina social di Palazzo Luigi Razza, le opposizioni parlano di «ennesimo tentativo di nascondere, dietro la retorica del "complotto mediatico", una manifesta incapacità amministrativa» e affermano che definire «propaganda e bugie» l’allarme lanciato da cittadini e rappresentanti istituzionali «non è solo un atto di arroganza, ma un insulto alla realtà che chiunque può constatare sotto i propri occhi».
La «biodiversità dell’abbandono»
È soprattutto il riferimento alla tutela ambientale a provocare la reazione più aspra. «Abbiamo appreso con stupore che, secondo la narrazione di questa amministrazione, l'incuria avrebbe trovato una nuova e nobile giustificazione accademica: la "biodiversità"», scrivono le opposizioni, che giudicano «inaccettabile» il tentativo di «spacciare l'assenza di manutenzione per una raffinata scelta ecologista».
Da qui l’affondo: «Da quando le sterpaglie e le erbacce alte un metro, che soffocano i percorsi e creano pericoli di incendi, sono diventate un valore ambientale da tutelare?». E ancora: «Confondere l'abbandono con la tutela della natura è un insulto all'intelligenza dei vibonesi». Parole che culminano in una stoccata politica diretta all’amministrazione: «Se per il Sindaco le sterpaglie sono biodiversità, allora dobbiamo amaramente constatare che sta trasformando Vibo nella capitale del degrado naturalistico».
Le foto, i giochi inaccessibili e le altre zone della città
Le opposizioni chiamano in causa anche altre immagini diffuse in queste ore. «Chiediamo direttamente a lei, Sindaco»: le foto che abbiamo allegato e che circolano ovunque, ritraenti panchine sommerse, giochi per bambini inaccessibili e sporcizia, sono anch'esse simbolo di "biodiversità" o sono il marchio della vostra sciatteria e incuria?». E aggiungono: «La smetta di nascondersi dietro giri di parole: quelle immagini raccontano una città allo sbando che nessuna nota stampa potrà mai ripulire».
La contestazione, quindi, va oltre il solo parco. Nella nota si sostiene infatti che «il problema riguarda intere aree della città e delle frazioni rimangono totalmente non curate». Il quadro descritto è quello di «marciapiedi invasi dalla vegetazione selvaggia, aiuole ridotte a giungle e spazi pubblici sottratti alla libera fruizione delle famiglie». E la domanda polemica torna a ripetersi: «Anche i rovi che impediscono il passaggio sui marciapiedi del centro sono "biodiversità"?».
L’affondo finale al sindaco
Le opposizioni, dunque, invitano il sindaco a lasciare da parte «comunicati stampa che proclamino il vostro assoluto non fare», sostenendo che i cittadini «non hanno bisogno di slogan o di sentirsi dire che "tutto va bene" mentre vivono nel degrado». Il punto politico, secondo i firmatari, è tutto nella capacità dell’amministrazione di garantire i servizi essenziali: «La verità è più semplice: è la prova del nove di una macchina comunale ferma, che non riesce a garantire nemmeno l'ordinaria amministrazione».
Da qui l’ultimo appello rivolto a sindaco e giunta: «Uscire dai palazzi e confrontarsi con la realtà. Guardate le segnalazioni dei cittadini, guardate lo stato dei vostri quartieri. Quella non è propaganda, è la realtà di una città che merita di più».



