Si conferma l’orientamento emerso a livello provinciale, con una partecipazione attorno alla metà degli aventi diritto. Il capoluogo segue la tendenza generale, mentre si registrano scarti differenti tra costa e aree interne
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Il Vibonese si orienta in maniera piuttosto chiara sul referendum relativo alla giustizia. Il dato complessivo provinciale vede infatti prevalere il No, che si attesta attorno al 57%, a fronte di una partecipazione che supera di poco il 47%. Un risultato che trova conferma anche nei centri più popolosi della provincia, dove il fronte contrario alla riforma si impone quasi ovunque, pur con intensità diverse.
Nel capoluogo, Vibo Valentia, il risultato ricalca sostanzialmente il quadro generale: il No raggiunge il 56,40% con 7.204 voti, mentre il Sì si ferma al 43,60% con 5.568 preferenze. Qui si registra anche uno dei dati più alti di partecipazione, con un’affluenza che arriva al 51,19%, superiore alla media provinciale.
È però a Pizzo che si osserva il dato più significativo tra i comuni maggiori. Nel centro costiero il No tocca il 64,30% con 2.217 voti, contro il 35,70% del Sì, fermo a 1.231 preferenze. Si tratta della percentuale più alta registrata tra i principali centri vibonesi, un segnale netto che rafforza l’orientamento già emerso a livello provinciale. L’affluenza si attesta al 49,89%, sostanzialmente in linea con quella degli altri comuni.
A Nicotera il risultato resta coerente con la tendenza generale, ma con uno scarto meno marcato: il No si ferma al 55,65% con 1.147 voti, mentre il Sì raggiunge il 44,35% con 914 preferenze. Più contenuta la partecipazione, che si attesta al 37,31%, tra le più basse nei centri analizzati.
Diverso il quadro a Serra San Bruno, dove il confronto si gioca sul filo dei numeri. Qui il No prevale di misura con il 50,77% (1.214 voti), mentre il Sì si attesta al 49,23% (1.177 voti), evidenziando un sostanziale equilibrio tra le due opzioni. L’affluenza è del 47,04%, in linea con il dato medio provinciale.
L’unico comune tra i più popolosi in cui il Sì riesce a imporsi è Mileto. In questo caso il fronte favorevole alla riforma raggiunge il 50,72% con 1.125 voti, superando di poco il No, che si ferma al 49,28% con 1.093 preferenze. Un risultato che si distingue nel contesto provinciale, pur con un margine molto ridotto. L’affluenza si attesta al 44,34%.
A Tropea, infine, torna a prevalere il No, che raggiunge il 51,40% con 1.159 voti, mentre il Sì si ferma al 48,60% con 1.096 preferenze. Anche qui il distacco è contenuto, in un quadro che conferma una certa eterogeneità nei margini pur all’interno di un orientamento complessivo ben definito. La partecipazione si ferma al 48,38%.
Nel complesso, l’analisi dei centri più popolosi del Vibonese restituisce un quadro abbastanza compatto: il No si afferma nella quasi totalità dei comuni, con l’eccezione di Mileto e con differenze significative soprattutto nell’intensità del consenso. Tra tutti, è Pizzo a far registrare il dato più marcato, consolidando l’immagine di una provincia che, pur con sfumature locali, ha scelto in prevalenza di respingere la riforma.



