La segreteria provinciale soddisfatta per la bocciatura della riforma proposta dal governo: «Non è solo un dato numerico ma un segnale politico potente»
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«Non è solo un dato numerico, è un segnale politico potente quello che emerge dalle urne del Referendum Costituzionale del 22-23 marzo 2026. La provincia di Vibo Valentia ha risposto con una partecipazione straordinaria, bocciando sonoramente la riforma del governo: su 51 comuni, ben 40 hanno scelto il “No”». È quanto afferma la segreteria provinciale del Partito Democratico che parla di una «una pagina storica».
Il merito e il metodo
«Il rigetto della riforma – scrivono i dem - non è stato un voto di protesta cieca, ma una risposta consapevole nel merito dei contenuti e, soprattutto, nel metodo adottato dall'esecutivo. I cittadini hanno percepito il tentativo di forzatura sulle regole del gioco democratico e hanno scelto di difendere i pilastri della Costituzione. Il successo di questa campagna elettorale risiede nella capacità di fare rete»
Il Pd vibonese ha lavorato fianco a fianco con le altre forze di opposizione, la Cgil, Anpi e una società civile (tutte racchiuse nel Comitato per il No) che ha dimostrato un coraggio non comune. «Vibo provincia e Vibo città si sono risvegliate» dichiarano dalla segreteria. «Il dato più incoraggiante riguarda il ritorno dei giovani e delle donne alla partecipazione attiva, sintomo di una politica che è tornata a parlare una lingua comprensibile e ispiratrice».
Il lavoro "casa per casa"
La segreteria provinciale sottolinea: «Dietro le percentuali (che vedono il No attestarsi stabilmente sopra il 56% sia in città che in provincia) c'è il sudore dei militanti e dei dirigenti. Una campagna condotta senza slogan vuoti, ma basata sull'ascolto paziente, nelle piazze come nelle periferie. Un grazie particolare al nostro Giuseppe Altieri che con competenza e passione ci ha rappresentati in tutti i luoghi della discussione. Il Partito Democratico rivendica la propria natura di forza radicata, capace di parlare al cuore delle famiglie e dei piccoli borghi».
Verso il futuro: Giustizia e Governo
«L'esito del referendum non è un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio. L'obiettivo dichiarato è ora la costruzione di una proposta alternativa per il Paese, che metta al centro una riforma della giustizia realmente equa ed efficiente, lontana da logiche di potere e vicina ai bisogni del cittadino. Adelante», conclude la nota della segreteria: «il cammino verso un'Italia più giusta e solidale è ufficialmente ripreso».

