La bocciatura della mozione sul Monumento ai Caduti diventa ora un caso politico dentro il Consiglio comunale di San Gregorio d’Ippona. Dopo il voto contrario della maggioranza alla proposta presentata dal consigliere Gregorio Lo Muto, eletto nello stesso schieramento del sindaco Pasquale Farfaglia, interviene il gruppo di minoranza “Noi per San Gregorio”, che legge quanto accaduto in aula come il primo segnale di una frattura interna alla coalizione uscita vincitrice dalle elezioni di appena un mese fa.

La mozione, discussa nella seduta del 3 luglio, puntava a riportare il cannone storico nella sua sede originaria, in Piazza Duomo, accanto al Monumento ai Caduti. Un tema che Lo Muto aveva presentato come iniziativa legata alla memoria collettiva del paese e non come terreno di scontro politico. L’esito, però, è stato opposto: il solo voto favorevole del proponente e il no della restante maggioranza.

Secondo i consiglieri di opposizione Bruno Carnovale, Antonio Lacquaniti e Melina Simonetti, quanto avvenuto in aula segna un passaggio politico rilevante: «Dopo solo un mese la maggioranza è spaccata al Comune di San Gregorio d’Ippona».

Il nodo del cannone e il richiamo al 2020

La minoranza ricostruisce l’origine della vicenda ricordando che il cannone era stato riposizionato nel 2020 «da parte dell’attuale sindaco Pasquale Farfaglia e della sua amministrazione all’interno della villa comunale», attraverso una delibera di giunta. La proposta di Lo Muto, invece, mirava a riportarlo «nella sua sede originaria», cioè «Piazza Duomo», dove si trova il Monumento ai Caduti.

Nel comunicato, “Noi per San Gregorio” collega la vicenda anche al precedente politico-amministrativo che aveva riguardato lo stesso Lo Muto, revocato dall’incarico di assessore poche settimane dopo la nomina. La minoranza ricorda infatti che il consigliere «è stato revocato dall’incarico di assessore dopo solo 25 giorni dal decreto sindacale» con il quale il sindaco Farfaglia aveva nominato quattro assessori.

Una revoca arrivata, secondo la ricostruzione dell’opposizione, dopo l’esposto presentato l’11 giugno 2026 sulla composizione della Giunta e il successivo intervento della Prefettura. Il gruppo richiama infatti l’invito rivolto al sindaco a revocare due assessori e lasciarne soltanto due, in applicazione della normativa prevista per i Comuni sotto i 3mila abitanti.

Il voto contrario della maggioranza

Il passaggio centrale, però, resta il voto in aula. Secondo quanto riferito dai consiglieri di minoranza, «prima di passare all’effettiva votazione, il sindaco ha invitato la parte restante della maggioranza a votare contro la mozione» presentata dallo stesso Lo Muto. Una sottolineatura che serve all’opposizione per marcare la contraddizione politica: un atto presentato da un componente della coalizione di governo è stato respinto proprio dagli altri consiglieri di maggioranza.

La minoranza rivendica invece di avere espresso una posizione favorevole sul merito della proposta: «Da sempre siamo stati favorevoli al ricollocamento del cannone presso la sua sede originaria». Il gruppo sostiene di avere manifestato questa volontà «più volte sia nella campagna elettorale che negli anni precedenti e nelle ultime competizioni elettorali», ribadendo l’idea di riportare il residuato bellico «nel suo luogo d’origine», ossia il Monumento ai Caduti nella piazza principale del paese.

Gli equilibri politici dopo la seduta

Da qui la valutazione politica del gruppo “Noi per San Gregorio”: «Si presenta quindi, alla luce della votazione, una maggioranza del tutto spaccata». Per Carnovale, Lacquaniti e Simonetti, il voto potrebbe aprire una fase nuova negli equilibri consiliari. Nel comunicato si spingono a sostenere che quanto accaduto sarebbe «il preludio del fatto che il consigliere Lo Muto andrà a costituire quasi sicuramente un gruppo autonomo all’interno del Consiglio comunale», abbandonando la maggioranza.

Si tratta, al momento, di una lettura politica formulata dall’opposizione e non di una scelta formalizzata dal diretto interessato. Resta però il dato politico della seduta: una mozione presentata da un consigliere di maggioranza è stata bocciata dalla stessa maggioranza, mentre la minoranza ha votato a favore.

Il gruppo richiama anche il peso elettorale di Lo Muto, ricordando che il consigliere era stato eletto «con 167 voti» e accusandolo, nel caso di un eventuale distacco dalla coalizione, di tradire «la fiducia dei suoi elettori».

«Farfaglia avrà una maggioranza a 6 invece di 7»

La nota si chiude con un riferimento diretto ai numeri in Consiglio comunale. Secondo l’opposizione, «il sindaco Farfaglia ad oggi avrà una maggioranza a 6 invece di 7 consiglieri». Un equilibrio che, per “Noi per San Gregorio”, renderebbe il quadro politico più fragile: «Soltanto un consigliere potrà fare la differenza. Questo ad un mese dalle elezioni».