La prima stagione teatrale di Vibo Valentia si chiude con un bilancio che l’assessore comunale alla Cultura Stefano Soriano definisce «motivo di grande soddisfazione» e anche di «legittimo orgoglio». Un percorso che, secondo l’amministrazione, ha superato le perplessità iniziali e restituito al teatro comunale un ruolo centrale nella vita culturale della città.

«È stata una stagione estremamente positiva – afferma Soriano – che ha riscosso apprezzamenti dal pubblico, registrando una partecipazione costante e un entusiasmo all’altezza delle tante aspettative iniziali».

Le critiche iniziali e la scelta di Ama Calabria

Nel tracciare il bilancio, l’assessore torna anche sulle discussioni che avevano accompagnato l’avvio della stagione, a partire dalla scelta del soggetto organizzatore. «Quando abbiamo avviato questo percorso non sono mancate perplessità, critiche, polemiche. Si è discusso molto sulle scelte operate dalla commissione che ha individuato in Ama Calabria il soggetto organizzatore e sul sostegno convinto che l’amministrazione comunale ha garantito, anche in un contesto non semplice dal punto di vista delle risorse».

Per Soriano, il risultato ottenuto consente oggi di rivendicare quella decisione: «Possiamo dire con certezza che quella scelta è stata giusta, e che la commissione che ha selezionato Ama, così come l’amministrazione che ha sostenuto con ogni sforzo possibile questo percorso, hanno operato nell’interesse esclusivo della città».

La stagione, aggiunge l’assessore, ha dimostrato che «investire seriamente nel teatro a Vibo Valentia non solo è possibile, ma è necessario» e che «forse alcune di quelle polemiche erano, quantomeno, avventate».

«Il teatro pilastro del sistema culturale»

Nella visione dell’amministrazione comunale, il teatro non può essere considerato soltanto uno spazio per eventi, ma un’infrastruttura culturale capace di generare relazioni, continuità e partecipazione. «In una realtà come la nostra – sostiene Soriano – il teatro diventa uno dei pilastri del sistema culturale, capace di dialogare con tutte le forze sane del territorio, le scuole e le associazioni, e con chi, magari da tempo, aspettava un’offerta stabile e strutturata».

Da qui la necessità, secondo l’assessore, di sottrarre la gestione del teatro a rivendicazioni occasionali: «Non può essere terreno di rivendicazioni episodiche o di logiche particolaristiche, ma deve essere governato attraverso una visione complessiva, capace di garantire qualità, continuità e credibilità nel tempo. Vibo Valentia ha un pubblico maturo e pronto a sostenere un’offerta culturale di qualità».

Sale piene, abbonamenti e presenze dalla provincia

«Le polemiche iniziali  – continua – si sono progressivamente dissolte di fronte alla concretezza dei risultati: sala piena, abbonamenti, presenze da tutta la provincia, un clima di partecipazione che ha restituito al teatro il ruolo che merita».

Per Soriano, proprio questo rappresenta il passaggio più significativo sul piano amministrativo: «È questo il dato politico più rilevante: quando le istituzioni assumono decisioni coraggiose e le sostengono con coerenza, i risultati arrivano».

Apertura alla città, ma dentro un sistema di regole

Nel bilancio di fine stagione, Soriano affronta anche il tema dell’utilizzo del teatro da parte delle realtà locali. «Il teatro comunale è e deve restare un luogo aperto alla città, alle compagnie locali, alle associazioni e a tutte le realtà che intendono contribuire alla crescita culturale del territorio».

Questa apertura, però, per l’assessore non può tradursi in un accesso privo di criteri: «È altrettanto doveroso chiarire che non può esistere un diritto automatico all’utilizzo del teatro comunale senza un quadro di regole, di responsabilità e di sostenibilità economica che non può essere scaricata interamente sull’ente pubblico».

«Qualità e continuità sono un bene pubblico»

L’obiettivo dichiarato è «creare opportunità, ma dentro un sistema che sia equo, trasparente e sostenibile per tutti, evitando scorciatoie che nel lungo periodo finirebbero per indebolire proprio quel teatro che oggi tutti, giustamente, rivendicano».

Soriano assicura che il lavoro proseguirà nella direzione di una maggiore partecipazione, senza rinunciare però alla cornice impostata: «Continueremo a lavorare per ampliare gli spazi di partecipazione, ma senza arretrare su un principio fondamentale: la qualità e la continuità dell’offerta culturale sono un bene pubblico che va tutelato con serietà, responsabilità e visione».