La consigliera comunale Maria Fiorillo lascia il ruolo di vice capogruppo del Pd e lo annuncia in apertura del Consiglio comunale di Vibo ancora in corso. Una decisione che arriva dopo la nomina a capogruppo di Laura Pugliese, rispetto alla quale Fiorillo prende posizione senza attacchi personali, ma con una riflessione più ampia sul metodo.

La decisione e il metodo politico

La consigliera riconosce la legittimità formale della scelta del Partito Democratico, ma, sottolinea, «il punto è un altro»: «La politica non si esaurisce nella correttezza delle procedure. Esiste un livello ulteriore, che è quello della sostanza, della percezione e della credibilità delle scelte».

«Non conta solo il cosa, ma il come»

Il cuore dell’intervento è nella critica al percorso che ha portato alla nomina di Pugliese: «Non è infatti solo il cosa che conta, ma anche il come. È il come che determina spesso la qualità stessa della decisione. Un gruppo politico che ambisce ad essere credibile deve saper costruire le proprie scelte attraverso percorsi chiari, riconoscibili e condivisi».

Fiorillo parla apertamente di possibili conseguenze interne: «Quando questo non accade fino in fondo, il rischio è quello di creare delle fratture silenziose, difficili da ricomporre e ancora più difficili da spiegare all’esterno».

Le dimissioni e le ragioni

Da qui la scelta di rassegnare le mie dimissioni dal ruolo di vice capogruppo. Una decisione che, precisa, non riguarda i singoli: «Non nasce da una valutazione sulle persone, ma da una riflessione più ampia sul significato dei ruoli e sulla necessità che essi siano sempre sostenuti da un percorso politico solido e trasparente».

Fiducia nel sindaco e nell’amministrazione

Poi, rimarca l’intenzione di restare in maggioranza senza riserve: «Desidero però essere altrettanto chiara su un punto che considero fondamentale: la mia fiducia sul lavoro del sindaco e dell’amministrazione resta piena, convinta e priva di ambiguità. Il percorso amministrativo che stiamo portando avanti è serio, impegnativo e merita di essere sostenuto con responsabilità».

Le criticità interne al gruppo

Parole rassicuranti alle quali fanno da contraltare le tensioni politiche tra le file della maggioranza, «criticità che riguardano la fiducia reciproca e la chiarezza nei rapporti politici all’interno del gruppo». «Ciò che indebolisce - continua - è ciò che resta implicito, non dichiarato o affidato a dinamiche che sfuggono al confronto aperto. Perché è lì che si incrina la fiducia. Ho sempre ritenuto che il Partito Democratico dovesse distinguersi non solo per le scelte che compie, ma per il modo in cui le costruisce. Quando questo elemento viene meno, il problema non resta interno. Si riflette inevitabilmente all’esterno, nella percezione che i cittadini hanno di noi».