L’associazione Prospettive Comuni di cui fanno parte ex assessori e consiglieri ridimensiona le entrate Imu e critica le spese per task force ed esperti esterni: «Ciò che di buono è stato fatto è merito di chi li ha preceduti»
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L’Associazione Prospettive Comuni contesta la narrazione della giunta Romeo sui risultati finanziari del Comune di Vibo Valentia, sostenendo che il miglioramento dei conti e della riscossione derivi in gran parte dal piano di rientro firmato nel 2023 e dal lavoro avviato dalla precedente Amministrazione. Mette in dubbio i dati diffusi sull’Imu, ridimensiona il presunto “boom” degli incassi e critica le spese per task force ed esperti esterni, accusando l’attuale esecutivo di autocelebrarsi per risultati non propri. In particolare - in un post social riconducibile a Romano Mazza, Salvatore Pronesti, Vincenzo Bruni, Vincenzo De Filippis, Giovanni Russo - si afferma che «i cittadini hanno bisogno di verità e non di “miracoli” sbandierati sulla stampa. Nonostante si parli di “equità fiscale”, la realtà è che le tasse non sono diminuite e non potranno calare finché il Comune non uscirà dal deficit».
Il testo integrale del loro intervento
«Negli ultimi giorni si è acceso un forte dibattito politico sulla gestione delle casse del Comune di Vibo Valentia. Mentre l’attuale giunta guidata dal sindaco Romeo parla di una “discontinuità rispetto al passato" e di un vero e proprio “boom” della riscossione delle tasse, c'è chi invita a guardare meglio i numeri grazie a quanto ereditato.
Anche perché questi numeri sono stati diffusi da chi si è visto ben poco in Comune tant’è vero che con le misure di recente varate per l’accesso agli uffici ha dovuto esibire il documento di identità non essendo stata riconosciuta dal personale, ed è stata defenestrata al primo spiffero.
Il punto di partenza è il piano di rientro ventennale (il cosiddetto “Patto con il Governo”) firmato a gennaio 2023.
Grazie a questa intesa, unica nel suo genere in Italia perché combina 268 (l’articolo del Tuel sulla ricostituzione di disavanzo di amministrazione o di debiti fuori bilancio, ndr) e accordo, il Comune ha ricevuto nel solo 2024 circa 790mila euro per coprire i vecchi debiti, e altre rate arriveranno per i prossimi vent’anni. Secondo le fonti, la precedente gestione avrebbe già lasciato una situazione avviata: cassa ricostituita, debiti certificati e gestione dei tributi affidata a ditte esterne tramite gara, ricostituzione delle somme vincolate. E su tutte queste misure di risanamento la Sezione Autonomie con delibera 12 del 2023 ne ha preso atto riconoscendo il notevole sforzo fatto dal Comune per ridare credibilità ai documenti contabili. Altro che autocelebrazioni. Ma il tema più preoccupante è il “giallo” dei numeri sull’Imu.
L’attuale amministrazione ha dichiarato che la riscossione è balzata dal 6,5% del 2023 a un incredibile 45,5% nel 2024. Tuttavia i dati dovrebbero essere altri. Nel 2024 sarebbero stati incassati circa 300mila euro su 1,9 milioni previsti, il che porterebbe la percentuale reale al 16%, non al 45%. Se poi si considerano anche i vecchi arretrati, la percentuale di incasso complessiva salirebbe appena dal 8,5% rispetto al 6,4% dell’anno precedente.
I cittadini hanno bisogno di verità e non di “miracoli” sbandierati sulla stampa. Nonostante si parli di “equità fiscale”, la realtà è che le tasse non sono diminuite e non potranno calare finché il Comune non uscirà dal deficit. In questo contesto, si poteva evitare di spendere soldi pubblici per creare "task force" e assumere “super esperti esterni”, soprattutto quando il Comune dispone già di dirigenti e impiegati competenti che spesso collaborano con Ministeri e Prefetture.
Mentre l’attuale giunta parla di una passata “paralisi strutturale”, è bene ricordare che il risanamento è un processo necessario quando un ente è “malato” e che i passi avanti fatti finora (come la riorganizzazione degli uffici tributi) sono frutto di un lavoro iniziato tempo fa. Così come le numerose assunzioni fatte, mentre oggi i dipendenti vogliono scappare dall’Ente chissà perché. Di semina in quest’ultimo anno si è visto ben poco essendo i diversi assessorati protesi solamente a raccogliere».


