Dopo il via libera in Consiglio comunale alla definizione agevolata dei tributi, il gruppo Identità e Futuro per Zambrone risponde alla minoranza e ricostruisce l’iter della misura: «Attesi il quadro normativo e gli approfondimenti tecnici prima della decisione»
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A Zambrone il via libera alla rottamazione dei tributi comunali continua ad alimentare il confronto politico tra maggioranza e opposizione. Dopo la rivendicazione del risultato da parte del gruppo Rinascita per Zambrone e della consigliera Mariana Iannello, arriva ora la replica del gruppo consiliare Identità e Futuro per Zambrone, che respinge la lettura della minoranza e rivendica un percorso «lineare» da parte dell’amministrazione comunale.
Il nodo resta quello della definizione agevolata approvata dal Consiglio comunale del 24 giugno e destinata ai contribuenti con pendenze nei confronti dell’ente. Il provvedimento riguarda un carico stimato in circa 620mila euro tra Tari, Imu, servizio idrico e sanzioni stradali e consentirà ai cittadini interessati di regolarizzare la propria posizione secondo le modalità previste dalla delibera.
La maggioranza: «La richiesta dell’opposizione arrivò prima della legge»
Nella nota diffusa dal gruppo Identità e Futuro per Zambrone, la maggioranza ricostruisce l’intero iter della vicenda partendo dalla richiesta protocollata dall’opposizione il 29 gennaio 2026, sottoscritta anche dalla consigliera Mariana Iannello. Una richiesta con la quale la minoranza chiedeva l’adesione del Comune alla misura di rottamazione.
Secondo la maggioranza, però, quella sollecitazione sarebbe arrivata quando il quadro normativo non era ancora definito. «Non appena è emersa l’ipotesi di una misura di rottamazione - si legge nella nota -, l’opposizione ha immediatamente presentato una richiesta di adesione, con istanza protocollata il 29 gennaio 2026, sottoscritta anche dalla consigliera Mariana Iannello».
A quell’istanza, prosegue il gruppo consiliare, sarebbe stato fornito un riscontro attraverso il presidente del Consiglio comunale Marcello Giannini, il quale avrebbe evidenziato «la necessità di approfondire il contenuto della normativa» e di valutare «attentamente tutti i dati disponibili prima di assumere qualsiasi decisione». Una posizione che Identità e Futuro per Zambrone definisce improntata a «ragionevolezza, equilibrio e senso di responsabilità».
La maggioranza contesta quindi la ricostruzione dell’opposizione, secondo cui il sindaco avrebbe già deciso di non aderire alla rottamazione e il presidente del Consiglio non avrebbe avuto competenza per intervenire sulla questione. «I fatti dimostrano il contrario», replica il gruppo, sottolineando che, trattandosi di materia di competenza consiliare, il presidente aveva «pieno titolo per esprimersi».
Il riferimento al decreto fiscale
Uno dei passaggi centrali della replica riguarda proprio i tempi della normativa. Identità e Futuro per Zambrone ricorda che la disciplina sulla rottamazione è stata introdotta con il Decreto legge n. 38/2026, poi convertito nella legge n. 88/2026, entrata in vigore il 28 marzo 2026 e pubblicata in Gazzetta ufficiale il 22 maggio 2026.
Da qui la contestazione politica rivolta alla minoranza: «È utile ribadirlo: l’istanza dell’opposizione porta la data del 29 gennaio 2026, vale a dire quasi due mesi prima dell’entrata in vigore della normativa. In altre parole, è stata avanzata una richiesta di adesione a una misura che il legislatore non aveva ancora definitivamente approvato. Ogni ulteriore commento appare superfluo».
Il debito fuori bilancio e le critiche sui tempi
La nota della maggioranza affronta anche un altro tema emerso nella seduta consiliare del 24 giugno: il riconoscimento di un debito fuori bilancio derivante da una sentenza dell’agosto 2025 relativa a una bolletta Enel del 2013. Su questo punto l’opposizione si era astenuta, contestando i tempi con cui l’amministrazione aveva portato la questione in aula e richiamando il possibile aggravio di interessi, seppur di importo contenuto, per le casse comunali.
Identità e Futuro per Zambrone respinge anche questa lettura, precisando che il debito fuori bilancio «trae origine da fatti risalenti al 2012, quindi antecedenti sia all’attuale sia alla precedente amministrazione comunale». Quanto agli interessi maturati dopo la cristallizzazione del credito, secondo la maggioranza si tratta di importi «trascurabili».
Il gruppo consiliare attribuisce inoltre i tempi della procedura a ragioni «fisiologiche e oggettive»: da un lato l’approvazione del bilancio di previsione avvenuta nel mese di maggio, dall’altro i tempi tecnici necessari agli uffici per completare l’istruttoria. Circostanze che, secondo la maggioranza, non presenterebbero «alcun elemento di particolare rilevanza».
Le perdite idriche e le segnalazioni sul territorio
L’ultimo passaggio della nota riguarda le criticità segnalate dall’opposizione sul territorio comunale, in particolare le perdite idriche richiamate durante il dibattito consiliare. Anche su questo punto Identità e Futuro per Zambrone ridimensiona i rilievi della minoranza, sostenendo che si tratti di questioni rientranti nella normale attività di manutenzione e monitoraggio dell’amministrazione.
«Per quanto concerne, infine, le perdite idriche segnalate - conclude il gruppo consiliare -, esse rientrano nella normale attività di manutenzione e monitoraggio dell’amministrazione comunale e sono state prontamente prese in carico e segnalate agli uffici competenti».


