Carattere

Quando la storia si vive e si ricorda nella quotidianità minima di un evento semplice come la cena. Ecco l’epilogo di un contenzioso che per secoli vide contrapposte le due antiche famiglie nobiliari

Una raffigurazione storica di Monteleone
Storia e memoria

Scesa la sera, al centro della sala, in attesa della cena, su una sedia in ferro battuto il patriarca, occhiali a mezzo naso, legge un giornale. Le ultime luci del giorno cedono il passo alle ombre, il vento muove le fronde degli alberi che picchiettano sui vetri della sala dai colori caldi con le finiture in legno. Poco distante, ad un altro tavolo, un distinto signore legge anche lui. Un sigaro spento tra le dita abituate, un mezzo bicchiere di whisky ad accompagnare la lettura. Sembra la solita scena familiare, il grande tavolo è pronto, il fermento vivace di Francesco Maria, la curiosità disarmante di Guglielmino. Il patriarca raccoglie gli occhiali nel taschino, il distinto signore si avvicina alla tavola. Sopraggiunge la gioventù corrucciata di Alfonso Maria e quella disincantata di Luigi, mentre Marie Helene dona con le sue note francesi un tocco d’internazionale. Ci sono anch’io e sono a casa. Ci sediamo a tavola mentre arrivano le portate, nelle quali ognuno ha profuso la sua arte e sapienza, ci sono le pizze fatte da Francesco con l’aiuto di Francesco Maria e Guglielmo, fileja con la ‘nduja e la salsa fatte da Donna Concetta, si parla di ricette, mare e tramonti, Calabria e storia, politica e cultura, amori ed amicizie. Poi il patriarca con sguardo profondo rischiara la voce, scende il silenzio pregno d’attesa ed attenzione: “stasera oltre a celebrare la presenza di un caro amico, celebriamo la ritrovata pace dopo secolare tenzone tra le nostre famiglie, evviva”, alza il calice in segno di giubilo, anche il distinto signore e con loro, noi tutti. 

Il patriarca altri non è che Luigi Maria Lombardi Satriani di Portosalvo, discendente di quella famiglia vibonese che per tanti secoli nelle sedi dei tribunali napoletani, contestò l’acquisizione di Monteleone da parte dei Pignatelli. Il distinto signore altri non è che il principe Stefano Pignatelli di Cerchiara. Ieri sera sono stato testimone della storia.  La tenzone legale che ha contrapposto la famiglia Lombardi Satriani alla famiglia Pignatelli, riguarda l’infeudamento della città demaniale di Monteleone. Per secoli ed in tutte le sedi possibili, i Lombardi Satriani, Cesare su tutti, capeggiando un nugolo di monteleonesi che nei secoli si andarono assottigliando fino a lasciarli soli, contestarono la veridicità del titolo di acquisto di Monteleone e del suo territorio ad opera dei Pignatelli. Fu talmente lungo e laborioso oltre che costoso il giudizio per ritrovare la libertà demaniale perduta, che pose fine alla vertenza solo la legge sull’eversione della feudalità del re napoleonide Giuseppe, nel 1807. Numerosi storici ed appassionati negli anni hanno scritto e riscritto riprendendo soprattutto gli scritti di Giuseppe Marzano, ma in verità, non si venne mai a capo con un giudizio legale definitivo, chi sa maneggiare le carte, certamente una risposta ce l’ha, “cui prodest” però oggi a distanza di secoli? Prosit, alla pace ritrovata. Ai più può non importare la memoria del passato, tali fatti possono apparire dettagli minimi, ma sono tratti significativi di un atteggiamento che trae dal passato motivi per vivere il presente proiettandolo in un futuro di amicizia e solidarietà.