Lo stato (comatoso) della sanità vibonese al vaglio della Regione

Audizione in Terza commissione consiliare alla presenza dei rappresentanti sindacali di Cisl e Uil e del delegato della Villa dei gerani di Vibo, unica struttura privata del territorio. Esposte le molte criticità del settore

Audizione in Terza commissione consiliare alla presenza dei rappresentanti sindacali di Cisl e Uil e del delegato della Villa dei gerani di Vibo, unica struttura privata del territorio. Esposte le molte criticità del settore

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I rappresentanti sindacali provinciali di Cisl e Uil, Sergio Pititto e Pasquale Barbalaco, sono intervenuti, unitamente al delegato della Casa di cura Villa dei Gerani di Vibo, Antonino La Gamba, in audizione innanzi la III Commissione consiliare Sanità del consiglio regionale della Calabria per essere sentiti sulle problematiche del territorio vibonese in ordine alle carenze nel settore sanitario. «Nel corso dell’intervento – si legge in un resoconto – è stata fatta un’attenta disamina dei problemi che attanagliano la sanità nel Vibonese, provincia dove sono stati chiusi ben tre presidi ospedalieri (Nicotera, Serra San Bruno e Soriano), con l’ospedale di Tropea che può erogare solo alcune prestazioni, per le carenze organizzative del nosocomio e l’ospedale di Vibo che presenta gravi criticità di tipo strutturale, mentre per la realizzazione del nuovo ospedale non si ha ancora alcuna certezza».

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E’ stato, inoltre, reso noto ai Consiglieri componenti la Commissione, che «durante un incontro svoltosi in Prefettura, in presenza del prefetto Guido Longo, i vertici dell’Asp vibonese hanno rappresentato l’impossibilità per l’Ente a poter garantire alla popolazione la regolare erogazione dei LEA, soprattutto per quanto riguarda la branca di ortopedia il cui reparto dispone soltanto di 8 posti letto attivi e non riesce a garantire l’esecuzione degli interventi per frattura del femore entro le 48 ore, come richiesto dal regolamento per gli standard ospedalieri. Altra criticità riguarda la branca di otorinolaringoiatria, il cui reparto è chiuso ormai da diversi e diversi anni. A causa di ciò è elevato il numero di casi che sono costretti a ricorrere a cure fuori dall’ambito provinciale, spesso emigrando in altre regioni. A completamento dell’intervento, i vertici Asp hanno evidenziato al Prefetto che allo stato dei fatti l’unica alternativa sarebbe quella di poter dirottare l’utenza verso l’unica Casa di cura privata della Provincia».

Facendo proprie le dichiarazioni del management dell’Asp di Vibo, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno chiesto alla III Commissione regionale di «rendere partecipe il consiglio regionale delle difficoltà esistenti sul territorio e che, per il conseguimento degli obiettivi di miglioramento che l’Asp deve raggiungere e al fine di poter garantire al territorio una migliore offerta sanitaria in quei settori dove maggiori sono le criticità, la Casa di cura Villa dei Gerani venga dotata dei necessari accreditamenti così anche per evitare, inoltre, che la stessa Casa di cura – unica struttura ospedaliera privata del territorio vibonese – possa subire gli effetti del nuovo regolamento sugli standard ospedalieri che prevede, per le strutture private monospecialistiche accreditate, un minimo di 60 posti letto per acuti, scongiurando così l’eventuale ulteriore perdita di posti di lavoro in un territorio dove già troppo alto è il tasso di disoccupazione».

Nel corso dell’audizione è intervenuto, per la Villa dei gerani, Antonino La Gamba il quale ha riepilogato la storia della struttura privata, presente sul territorio da circa cinquantacinque anni e ha rappresentato all’Assemblea che la stessa eroga «prestazioni per acuzie nella chirurgia generale, vascolare, urologica e ginecologica e che nel corso degli ultimi 5 anni ha elevato sempre più il livello delle prestazioni erogate, dotandosi di strumentazioni per la chirurgia laparoscopica ad elevata tecnologia 3D e robotizzata, eseguendo interventi di elevata complessità e raggiungendo un case-mix superiore a 1,8, similmente a quanto si raggiunge nella Regione Emilia Romagna».

Ha proseguito, La Gamba, evidenziando le «enormi disparità che esistono nella distribuzione dei fondi regionali tra i vari territori provinciali, facendo presente che a Vibo Valentia viene assegnata una quota pro-capite per abitante di circa 1.247 euro contro una media regionale di circa 1.581 euro, precisando che se a Vibo venisse assicurata la quota che ha la provincia di Crotone, territorio con simile numero di abitanti e senza aziende ospedaliere, a Vibo Valentia dovrebbero essere assegnati altri 45 milioni di euro. Altro punto messo in risalto, sempre effettuando un confronto con la provincia di Crotone, è come a quest’ultima sono attribuiti posti letto per una media di 3,8 per mille abitanti mentre a Vibo Valentia le media è di 1,9 posti letto per mille abitanti, giusto la metà».

Concludendo l’intervento è stato sottolineato che «a causa delle disparità esistenti nei confronti del territorio vibonese i residenti sono costretti a subire delle vere e proprie ingiustizie essendo costretti, per soddisfare le proprie esigenze di salute, a emigrare fuori provincia e sempre più fuori regione, contribuendo notevolmente al disavanzo della Regione Calabria nei confronti delle altre regioni per la migrazione passiva che ha superato, come rappresentato da una ricerca della Bocconi di Milano, i 304 milioni di euro».

A conclusione dell’audizione il presidente della III Commissione, Michele Mirabello, prendendo atto di quanto esposto dagli intervenuti, ha dichiarato che provvederà a «informare il presidente della Regione Mario Oliverio e i colleghi del consiglio regionale delle penalizzazioni che subisce il territorio della provincia di Vibo Valentia chiedendo agli stessi che siano adottati i necessari provvedimenti al fine di riequilibrare le differenze evidenziate nel corso della riunione per quanto riguarda le assegnazioni ai territori di posti letto e di fondi sanitari».

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