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A Serra la marcia in difesa del diritto alla salute: «Giù le mani dal nostro ospedale» – Video

Corteo e sit in pacifici per chiedere che la Casa di comunità non sia allocata all'interno del nosocomio: «Sarebbe l'inizio della fine, Soriano e Chiaravalle insegnano»

A Serra la marcia in difesa del diritto alla salute: «Giù le mani dal nostro ospedale» – Video

“Vogliamo il nostro ospedale di montagna, Serra San Bruno lo pretende“. E ancora: “Chi salva una vita salva il mondo intero, giù le mani dall’ospedale“. Recitavano così alcuni degli striscioni esibiti questa mattina durante la marcia pacifica organizzata dal Comitato San Bruno in difesa dell’ospedale e del diritto alla salute dei cittadini del comprensorio delle Serre. Si tratta solo l’ultima delle iniziative messe in piedi per chiedere maggiore attenzione sulla sanità dell’area montana vibonese e che lo scorso dicembre videro una delegazione di cittadini andare fino a Catanzaro per un sit in davanti alla Cittadella regionale. Questa mattina ci si è ritrovati alle ore 10 in piazza Carmelo Tucci. Da lì è partito il corteo che ha raggiunto il presidio ospedaliero, tra le vie ai cui bordi è ancora presente la neve caduta i giorni scorsi. Davanti al nosocomio poi, un sit in pacifico. Presenti oltre alle associazioni, anche cittadini e diversi amministratori comunali dei paesi vicini. Al centro della manifestazione, ancora una volta, il tema dell’allocazione della Casa di comunità. [Continua in basso]

Quello che si chiede con forza è che tale struttura – in programma grazie ai fondi del Pnrr – non nasca all’interno dell’ospedale. «Sarebbe l’inizio della fine per il nostro ospedale – dicono dal Comitato San Bruno -. Un ospedale che non può chiudere né può essere sostituito dalla medicina territoriale. Anche per i paesi limitrofi è come una vera e propria un’oasi nel deserto, trattandosi di zone montane e che quindi vivono grandi disagi come quelli provocati dalla neve in questi giorni».

«Piuttosto – aggiungono – vogliamo che il nostro ospedale sia riempito di servizi, reparti funzionanti. Lo pretendiamo e non ci muoveremo di un millimetro da questo punto». Gli esponenti del Comitato, che nei giorni scorsi avevano puntato il dito contro il sindaco di Serra Barillari oltre che contro l’Asp di Vibo Valentia, aggiungono: «Riguardo alla Casa di comunità vogliamo fare pressioni anche sui sindaci del territorio affinché si adoperino per trovare una soluzione alla questione dell’allocazione. Qualcuno aveva avanzato delle proposte su locali disponibili: ecco, ci si muova su questa strada e l’Azienda sanitaria provinciale ne tenga conto». E infine: «Siamo fortemente preoccupati. Soriano e Chiaravalle insegnano, e noi ci batteremo fino alla fine perché il nostro ospedale resti aperto e sia potenziato».

Alla manifestazione ha preso parte anche il movimento “Serra al centro”, che parla di «depotenziamento dell’unico ospedale presente nel comprensorio montano delle Serre vibonesi» e avverte: «La Casa di comunità nel corpo del nosocomio significa il suo smantellamento dall’interno». Dunque gli strali contro il management sanitario vibonese: «L’Asp continua a disinteressarsi del nostro ospedale. Lo dimostrano i fatti: come mani non è stata inviata una nuova ambulanza anche per il nosocomio di Serra? Perché non è stato attivato il reparto di lungodegenza?».

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