Sanità allo sbando a Vibo, sindacati e amministratori invocano la mobilitazione

Documento congiunto di Cgil, Cisl, Uil e Cisal che stilano un elenco di priorità. Al coro si unisce anche il sindaco Papillo: «Si rispetti il sacrosanto diritto alla salute»
Documento congiunto di Cgil, Cisl, Uil e Cisal che stilano un elenco di priorità. Al coro si unisce anche il sindaco Papillo: «Si rispetti il sacrosanto diritto alla salute»
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«Risposte concrete o grande mobilitazione di cittadini, lavoratori e parti sociali». E’ il pensiero unico di Cgil, Cisl, Uil e Cisal a margine del consiglio comunale straordinario sulle problematiche legate alla sanità vibonese e più in particolare al nosocomio cittadino. «Apprezziamo lo sforzo ed i buoni propositi del sindaco Limardo e di tutto il consiglio comunale della città – scrivono in una nota congiunta le quattro sigle sindacali – su un problema di assoluta gravità come l’intero comparto sanitario vibonese, ma – sottolineano – è tempo di agire con azioni concrete ed immediate nell’interesse della cittadinanza e salvaguardia di tutto il personale sanitario e medico interessato. E’ impossibile – tuonano – pensare che in alcuni reparti dell’ospedale non si possano accettare pazienti per via di una carenza, senza precedenti, di personale o mancato collaudo di attrezzature fondamentali per rispondere al fabbisogno dei malati. I cittadini sono stanchi di discussioni, di “vedremo” e di “faremo”. Serve fissare fin da subito un programma esecutivo da sottoporre nelle sedi deputate a prescindere dagli steccati politico-istituzionali: modifica del Decreto Calabria guardando al reale fabbisogno della Regione e della Provincia che non possono essere equiparate ad altre Regioni o altre Province che negli anni hanno costruito un sistema sanitario funzionale; programmazione sanitaria al rialzo che aumenti i posti letto ed i livelli di assistenza; avvio di concorsi ad hoc per superare precariato ed eliminare gli spaventosi buchi di personale registrati tra strutture e reparti; messa in sicurezza delle strutture ed i presidi vibonesi attingendo ai fondi, pari a 30milioni di euro, destinati alla Calabria e deliberati dal Cipe; valorizzare le tante eccellenze mediche e sanitarie che operano nelle nostre strutture pubbliche e private con l’ obiettivo di ridare fiducia ai cittadini bloccando l’emigrazione sanitaria e riappropriandoci di risorse che invece andrebbero a finire tra i bilanci delle altre Regioni che continuano ad inserire preventivamente, sulla base della storicità, budget provenienti dai malati calabresi. Solo così possiamo difendere il nostro diritto alla salute e le professionalità che quotidianamente, nonostante tutto, con grande senso di responsabilità garantiscono un minimo di risposta sanitaria. Il 17 ottobre incontreremo Cotticelli alla Prefettura di Catanzaro  – concludono i rappresentanti sindacali – se non avremo risposte in tal senso partirà una straordinaria mobilitazione che partirà da Vibo fino ad arrivare a Roma». 

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All’appello delle organizzazioni sindacali si aggiunge quello formulato dal sindaco di Gerocarne Vitaliano Papillo che invita «ad una mobilitazione generale a sostegno del lavoro svolto da amministratori, sindacati ed altri attori contro una sanità allo sbando. La sanità calabrese – spiega – ha raggiunto livelli di degrado tali per cui occorre necessariamente risalire la china, attraverso qualcosa che coinvolga tutti gli attori principali interessati ad avviare quell’inversione di rotta troppo a lungo rincorsa. Quando parlo di attori principali – aggiunge – mi riferisco ad amministratori, rappresentanti parlamentari, sindacati ma, soprattutto, cittadini, cui mi rivolgo per incitarli a scendere in piazza a sostegno delle attività già poste in essere su altri fronti, per chiedere a gran voce che venga rispettato il sacrosanto diritto di ciascuno alla salute. Scendere in piazza a sostegno di ciò che si è già mosso per chiedere che sia finalmente applicato il Decreto Calabria sulla sanità, pubblicato tre mesi fa in Gazzetta ufficiale ed ancora fermo su carta. Si tratta di un provvedimento straordinario che, in 18 mesi, punta a ripristinare i livelli minimi essenziali di assistenza sanitaria. In poche parole punta al raggiungimento della normalità assistenziale».

Quindi aggiunge: «Noi amministratori ne abbiamo discusso fattivamente nella conferenza dei servizi convocata nei giorni scorsi. Il consiglio comunale straordinario di Vibo ha preso una ferma posizione sulla problematica. I sindacati ed altri soggetti stanno facendo pure la loro parte, ponendo in essere una serie di iniziative  volte al superamento di tale immobilità, che continua a determinare troppe carenza, strutturali, professionali e funzionali (nonostante il duro lavoro di medici e personale paramedico in prima linea ed in trincea), e, purtroppo, numerosi casi di malasanità, presunta o accertata. Contro tutto questo occorre che anche i cittadini scendano in piazza a supportare pacificamente il lavoro fin qui fatto e ad urlare insieme agli altri attori coinvolti tutto il loro disappunto per una normalizzazione che non arriva. Occorre far sentire che esiste un popolo compatto e unito che, all’unisono con gli altri attori,  pretende che i propri diritti siano rispettati e che quanto deve essere attivato vada attivato. Lo dobbiamo fare tutti insieme, senza se e senza ma, se davvero teniamo ad avere anche in Calabria una sanità degna di questo nome. Lo dobbiamo fare – conclude -, senza guardare alle appartenenze, se davvero pretendiamo che i nostri diritti siano garantiti. Lo dobbiamo fare, tutti insieme, se davvero vogliamo che non si parli di più di malasanità in Calabria ed a Vibo».