Donazione del sangue, quali prospettive in provincia di Vibo?

Se ne parlerà nel corso di un confronto pubblico tra i vertici dell’Avis e i rappresentanti dell’Azienda sanitaria provinciale
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Quale futuro ci si deve aspettare per il sistema trasfusionale e della donazione sangue nella provincia di Vibo? È la domanda che si pongono, e porranno ai vertici dell’Asp, i rappresentanti dell’Avis regionale e provinciale nel convegno “La donazione ed il sistema trasfusionale nella provincia di Vibo Valentia”, previsto per le ore 16.30 di martedì 3 dicembre presso l’aula consiliare della Provincia. Un tema delicato e importante, quello della donazione del sangue, il cui sistema in Italia fa parte del Servizio sanitario nazionale ed eroga prestazioni di diagnosi e cura di medicina trasfusionale. Ridisegnato dalla legge 219/2005, il modello attuale prevede il coinvolgimento del Servizio sanitario e delle Associazioni di volontariato, ed è considerato a livello internazionale uno tra i migliori possibili. I centri trasfusionali (Sit), autorizzati dalle regioni nel rispetto dei “requisiti minimi organizzativi, strutturali e tecnologici”, sono strutture ospedaliere dedicate alla gestione delle attività trasfusionali. Da maggio 2017, tuttavia, al Sit di Vibo è stata sospesa l’attività di raccolta sangue. Una situazione che carica sulle spalle dell’associazione di volontariato un peso ed una responsabilità enormi, poiché, complice anche la carenza di medici, personale ed apparecchiature, un minimo inconveniente potrebbe determinare il blocco del sistema e, conseguentemente, il calo di sacche raccolte e l’aumento del rischio per chi ha bisogno di trasfusioni. E, se la struttura trasfusionale non verrà messa in condizioni di poter operare, anche per la raccolta di plasma da aferesi, previsto nella “Programmazione regionale plasma e medicinali plasma derivati”, la nostra provincia non potrà contribuire all’incremento richiesto, quale strumento per la riduzione dell’acquisto di plasma derivati dal libero mercato. Di questo grave impasse e delle misure eventualmente in serbo per superarlo si parlerà nell’incontro del 3 dicembre. Moderati dal giornalista Valerio Colaci, e dopo i saluti delle autorità, interverranno la presidente provinciale Avis di Vibo, Caterina Forelli, il presidente Avis provinciale di Catanzaro, Pietro Parrottino, il presidente Avis Calabria, Rocco Chiarino, e, per l’Azienda sanitaria, il direttore generale reggente, Elisabetta Tripodi, ed il direttore del centro trasfusionale, Pasquale Nicola Rovito. Seguirà la consegna del riconoscimento Fidos, “Croce al merito internazionale del sangue”, a Tommaso Mandaliti, componente della segreteria provinciale Avis, fondatore e già presidente della sezione comunale di Capistrano.

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