Coronavirus, con il plasma la mortalità passa dal 15 al 6%

Si prevede di incoraggiare le donazioni di chi ha superato la malattia e di estendere la sperimentazione sotto la guida del Policlinico San Matteo di Pavia
Si prevede di incoraggiare le donazioni di chi ha superato la malattia e di estendere la sperimentazione sotto la guida del Policlinico San Matteo di Pavia
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Sono incoraggianti i primi risultati ottenuti dalla sperimentazione condotta in Lombardia sotto la guida del Policlinico San Matteo di Pavia con l’Asst di Mantova, utilizzando il plasma ricco di anticorpi delle persone guarite dal Covid-19. Tanto che adesso si prevede di estendere la sperimentazione e di incoraggiare le donazioni da chi ha superato la malattia. L’idea di andare a cercare gli anticorpi nel sangue delle persone guarite per dare delle difese immunitarie a chi ha ancora la malattia è nata a Pavia all’inizio di marzo. La mortalità da coronavirus è così scesa dal 15% al 6%.

Una volta separato il plasma dal sangue si misura il livello degli anticorpi presenti  e il requisito minimo per una quantità sufficiente è indicato in 1:160, vale a dire che diluendo il siero 160 volte, questo risulta ancora in grado di impedire al virus di aggredire le cellule: è il cosiddetto plasma iperimmune.