Il coronavirus cambia la sanità: a Vibo previsti sei nuovi posti di terapia intensiva

La Regione Calabria ridisegna il sistema sanitario in base alle indicazioni pervenute dal ministero. Sul tavolo decine di milioni di euro per aziende ospedaliere e Asp calabresi
La Regione Calabria ridisegna il sistema sanitario in base alle indicazioni pervenute dal ministero. Sul tavolo decine di milioni di euro per aziende ospedaliere e Asp calabresi
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Passeranno da sei a dodici (con uno pediatrico) i posti di terapia intensiva a Vibo Valentia, dove si prevede pure la realizzazione di un’area ad elevata intensità di cura con tre posti letto di terapia semi-intensiva, frutto della riconversione di altrettanti attualmente previsti per Medicina generale. Al piano terra dell’edificio attualmente dedicato all’emergenza Covid ci sarà inoltre un apposito Pronto soccorso con accesso dedicato, Tac e posto letto Obi (Osservazione breve intensiva). Sarà poi il Comune a fornire un terreno idoneo qualora ci sia necessità di ulteriori strutture mobili per ospitare pazienti affetti da coronavirus.

Sono questi gli interventi, previsti per l’ospedale Jazzolino di Vibo, nel piano redatto dal Dipartimento Tutela della Salute, appena pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione. Il documento prevede interventi migliorativi per tutte le Aziende ospedaliere e per quelle sanitarie provinciali calabresi, con decine di milioni di euro di investimenti.

Anche se le pandemie passano, la necessità di una rete ospedaliera capace di affrontarle in Calabria resta. Così – nonostante il nostro bistrattato sistema sanitario abbia retto all’urto del Covid, grazie soprattutto alla responsabilità dei cittadini, in barba alle previsioni più pessimistiche – la Regione ha deciso di ridisegnarlo potenziandolo in base alle indicazioni giunte da Roma. Perché se anche i posti letto in terapia intensiva e semi intensiva si sono rivelati per fortuna sufficienti finora, non è detto che lo siano in futuro. Un discorso, questo, che fa il paio con la necessità di avere dei Pronto soccorso adeguati a ogni evenienza, così come personale e mezzi in numero tale da ridurre i rischi. [Continua]

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Il Ministero della Salute ha calcolato che ci dovranno essere almeno 0,14 posti letto di terapia intensiva ogni mille abitanti. In Calabria equivalgono a 280, ma attualmente quelli attivi sono solo 146. Di conseguenza, ne serviranno altri 134. Per averli bisognerà aggiungerne nei reparti di terapia intensiva già strutturati, acquistando gli strumenti necessari, o crearne ex novo in padiglioni che comprendano anche posti letto di terapia semi intensiva e malattie infettive. Per raggiungere l’obiettivo ci sono a disposizione poco più di 24,5 milioni di euro. Quanto ai posti letto in terapia semi intensiva il rapporto previsto è di 0,07 ogni mille abitanti. Vuol dire che in Calabria ne serviranno 136 in più rispetto all’attuale dotazione, un numero che si conta di raggiungere utilizzando circa 15,3 milioni di euro. Occorreranno inoltre – ma le somme per realizzarle non sono riportate – quattro strutture mobili (possibilmente nei pressi dei presidi ospedalieri) da 75 posti letto ciascuna per fronteggiare eventuali e ulteriori picchi temporanei di fabbisogno di posti letto in area critica in specifiche aree territoriali.

Ammontano a poco meno di 9,75 milioni di euro le risorse disponibili per adeguare il pronto soccorso degli ospedali in modo che siano previste: aree di pre-triage distinte; un’area di attesa dedicata a sospetti Covid-19 o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi; un ambulatorio per sospetti Covid-19 o potenzialmente contagiosi in attesa di diagnosi; un’area dedicata per soggetti in attesa di esito tampone; un percorso specificatamente individuato per paziente Covid-19; un accesso diretto e percorsi dedicati di mezzi di soccorso a spazi di attesa sospetti barellati; diagnostica radiologica dedicata.

Sono poco più di 600mila invece gli euro destinati all’implementazione di mezzi dedicati o dedicabili ai trasferimenti secondari tra strutture Covid-19, alle dimissioni protette, ai trasporti inter-ospedalieri no Covid-19. Ci saranno nove ambulanze in più, quindi, acquistate in numero uguale dalle Asp di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria.

Sono circa 13,75 i milioni di euro destinati, a loro volta, al personale. Potranno esserne utilizzati sei per incrementare gli incarichi di lavoro autonomo e di collaborazione coordinata e continuativa, nonché le assunzioni di personale dipendente con contratti a tempo determinato qualora la diffusione del virus lo renda necessario. Altri sei sono previsti per pagare le ore di straordinario e le indennità per tutto il personale sanitario operante nei servizi dedicati alla gestione del Covid-19, nonché i fondi incentivanti che remunerano la produttività e il risultato. Un milione e 660mila euro circa è la somma destinata per il 2020 all’assunzione di personale dipendente medico, infermiere e operatore tecnico per i mezzi di soccorso. (c. g.)