Cure domiciliari sospese a Vibo, l’Asp ammette il pasticcio: «Non c’è personale»

Dopo l’intervento del ministro Speranza arriva la nota di chiarimento del commissario Giuliano che riconosce il disservizio e spiega di essersi «immediatamente attivato venuto a conoscenza del caso»
Dopo l’intervento del ministro Speranza arriva la nota di chiarimento del commissario Giuliano che riconosce il disservizio e spiega di essersi «immediatamente attivato venuto a conoscenza del caso»
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Francesca con la sua terapista
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Arriva la nota di chiarimento dell’Azienda sanitaria provinciale di Vibo in relazione alla denuncia – apparsa sui social e ripresa dalla Stampa – di una giovane vibonese affetta da una malattia rara che, ieri, aveva reso nota la sospensione della terapia domiciliare da parte della stessa Asp. Al caso, nel giro di poche ore, si era interessato il ministro della Salute Roberto Speranza che, messosi in contatto con il management aziendale, aveva fatto in modo che l’assistenza venisse ripristinata per tre volte a settimana.

Nel comunicato ora si afferma: «Il commissario straordinario dell’Asp, Giuseppe Giuliano, si è tempestivamente attivato (per come già aveva fatto in situazioni analoghe) per la soluzione del problema, non appena venuto a conoscenza della sospensione dell’attività di riabilitazione nei confronti della paziente e del suo giusto e legittimo appello, rivolto alle istituzioni per conseguire la ripresa di tale assistenza».

Al fine di garantire una prestazione sanitaria indispensabile per la tutela della salute dell’assistita, prosegue l’Asp, «il commissario ha disposto l’immediato riavvio dell’attività di fisioterapista domiciliare». Quindi la parola passa al manager che ammette: «Non vi è dubbio che l’atavica carenza di personale all’interno della nostra Asp crea oggettive difficoltà nel garantire i livelli essenziali ai cittadini. Tuttavia, l’obiettivo prioritario di questo management resta quello di garantire un’adeguata assistenza sanitaria a tutti i cittadini, con particolare attenzione a coloro che hanno necessità di un’assistenza continua e che hanno tutto il diritto di vivere un’esistenza dignitosa. Sono pienamente d’accordo – ha concluso il massimo esponente della sanità vibonese – con la paziente alla quale rivolgo un caloroso saluto».